YouTube alza i requisiti per guadagnare dagli Shorts
YouTube aumenta i requisiti per la monetizzazione degli Shorts a 20 milioni di visualizzazioni in 90 giorni, nonostante i 200 miliardi di visualizzazioni giornaliere.
La soglia per i nuovi iscritti al Programma Partner raddoppia a 8.000 ore o 20 milioni di visualizzazioni, in vigore
Il 10 agosto YouTube ha dichiarato di superare 200 miliardi di visualizzazioni giornaliere di Shorts e oltre un miliardo di ore di visione su TV ogni giorno. Nello stesso aggiornamento, l’azienda ha annunciato che dal 1° febbraio 2027 la condivisione dei ricavi da annunci e abbonamenti sugli Shorts richiederà 10 milioni di visualizzazioni qualificate negli ultimi 90 giorni, mentre per i nuovi creatori che faranno domanda al Programma Partner il requisito raddoppierà a 8.000 ore di visualizzazione qualificate in 365 giorni oppure 20 milioni di visualizzazioni qualificate di Shorts in 90 giorni. Se il formato verticale cresce a questo ritmo, perché per iniziare a guadagnare serve una soglia doppia?
Il paradosso dei 200 miliardi
Il salto va letto in serie storica. Già nel gennaio 2018 YouTube aveva fissato i requisiti di monetizzazione a 4.000 ore di visualizzazione e 1.000 iscritti negli ultimi 12 mesi. A gennaio 2023 TechCrunch segnalava una soglia Shorts specifica di 1.000 iscritti e 10 milioni di visualizzazioni di Shorts in 90 giorni. Ora il movimento è doppio: 8.000 ore per i video lunghi, 20 milioni per gli Shorts, con entrata in vigore il 1° febbraio 2027.
Il paradosso non sta nell’aumento in sé, ma nel confronto tra la metrica che YouTube rende visibile — 200 miliardi di visualizzazioni giornaliere — e la metrica che decide chi può essere pagato. Il volume complessivo della piattaforma può crescere senza che cresca, per un singolo creatore, la probabilità di superare la soglia. Anzi, secondo l’analisi pubblicata da TechCrunch il 10 agosto, l’aumento delle soglie rende più difficile entrare e restare nel programma di monetizzazione, con una probabile riduzione dei nuovi creatori capaci di monetizzare, soprattutto sugli Shorts. Dietro il paradosso c’è una storia di cosa vale davvero una visualizzazione.
Il valore di una visualizzazione, messo a confronto
Se la soglia raddoppia mentre le visualizzazioni totali esplodono, conviene guardare al rendimento per visualizzazione qualificata, non al volume. YouTube offre due quote di compartecipazione ai ricavi da abbonamento: il 30% del ricavo netto per Premium e il 60% per Premium Lite. Il 60% diventa più rilevante perché YouTube ha annunciato l’estensione di Premium Lite a tutti i paesi in cui è già disponibile Premium. Il pilot di Premium Lite negli Stati Uniti, avviato a marzo 2025 a $7.99 al mese, era finora un test limitato; ora la base potenziale si allarga.
Il confronto competitivo, però, mostra che il volume non è tutto. Nel report di Air.io, un confronto tra Shorts e TikTok riporta compensi tipici da $0.40 a $2.00 per 1.000 visualizzazioni qualificate su TikTok contro $0.01 a $0.33 per YouTube Shorts. La soglia di TikTok è però più alta: 10.000 follower, 100.000 visualizzazioni negli ultimi 30 giorni e video superiori al minuto. In altre parole, TikTok paga di più per view ma esclude la maggior parte dei canali che non hanno già costruito un pubblico altrove. X, dal canto suo, ha introdotto l’Original Content Rewards Program per premiare chi porta idee originali, competenza, reportage, creatività e commenti.
Per chi deve giustificare la spesa con i numeri, il punto è che le visualizzazioni totali dichiarate da YouTube non si traducono linearmente in reddito per i creatori. La quota del 60% di Premium Lite vale solo sulle visualizzazioni che generano ricavi da abbonamento e che superano i requisiti di qualificazione; il confronto con TikTok, inoltre, va letto come un intervallo tipico, non come una garanzia di pagamento per ogni 1.000 view. Resta una domanda: se la soglia sale e il valore per view resta basso, cosa stiamo misurando quando contiamo le visualizzazioni?
Cosa non sappiamo ancora
La previsione di TechCrunch è già citata: meno nuovi creatori potranno monetizzare. Ma i dati non dicono ancora quanto inciderà la quota di ricavi di Premium Lite sul totale né quanti creatori raggiungeranno comunque la soglia. Finché non si conosce la distribuzione delle visualizzazioni per canale, i miliardi di visualizzazioni giornaliere restano un indicatore di scala, non di accesso al reddito.
La prossima volta che leggi «miliardi di visualizzazioni», chiediti: quante di queste si traducono in reddito per chi le crea?