Google Ads ha iniziato a estrarre le promozioni dai siti

Google Ads estrae automaticamente le promozioni dai siti e le trasforma in asset Google AI per campagne Search e Performance Max.

Google Ads ha iniziato a estrarre le promozioni dai siti

L’automatismo è formalizzato nella documentazione ufficiale e colpisce le campagne Search e Performance Max con asset di località

Hai una promozione attiva sul sito? Google Ads potrebbe averla già trasformata in un asset nelle tue campagne Search o Performance Max. Dura meno di 24 ore e l’ha creata “Google AI”. Non è un bug da segnalare: è il nuovo modo di lavorare, formalizzato la scorsa settimana nella documentazione ufficiale di Google Ads.

Il meccanismo è tanto semplice quanto invasivo: Google Ads identifica ed estrae automaticamente le promozioni dalle pagine di destinazione del sito web dell’inserzionista. Non serve configurare nulla, non serve caricare asset, non serve attivare un’opzione. Il sistema riconosce offerte come “Buy one get one free” direttamente dalla landing page e le trasforma in promozioni mostrabili, con l’obiettivo dichiarato di connettere i potenziali clienti con le offerte attive.

Il meccanismo: Google estrae le promozioni dal tuo sito

Ogni promozione automatizzata è idonea a essere mostrata per un periodo limitato, inferiore a 24 ore. Questo significa che una promozione rilevata stamattina potrebbe non esserci più domani. Per chi gestisce account con più campagne, è un elemento da tenere presente: l’automazione lavora in cicli brevi, e ciò che vedi oggi potrebbe non essere visibile domani.

Le promozioni estratte non restano in magazzino in attesa di approvazione: vengono collegate automaticamente alle campagne idonee. Nessuna notifica preliminare, nessun flusso di revisione, nessuna possibilità di interrompere il processo prima che l’asset venga pubblicato. La prima volta che te ne accorgi, l’asset è già andato in asta.

Dove colpisce davvero: Search, Performance Max e asset di località

La domanda non è se Google può farlo, ma dove lo fa. Le promozioni automatizzate non si attivano su qualunque campagna. Per essere idonee, le campagne devono essere Search o Performance Max (PMax) attive con asset di località collegati, incluse le campagne Local Ad. Un secondo requisito è che non ci siano promozioni manuali già attive. In altre parole, l’automatismo colpisce solo gli account che usano asset di località e che non gestiscono già promozioni in modo strutturato.

Questo crea una distinzione netta: se hai promozioni manuali attive, sei fuori dall’automatismo. Se non le hai, il controllo passa a Google. L’algoritmo decide quali offerte estrarre dal sito e quando mostrarle, senza che tu debba dare alcuna approvazione. Il messaggio implicito è chiaro: chi non fa promozioni in modo strutturato verrà comunque “aiutato” a mostrare le offerte del sito.

Non è la prima volta che Google opera in questo modo. Già dalla stagione natalizia del 2023, Google Merchant Center ha rilevato e applicato automaticamente promozioni sui siti web dei commercianti, come documentato da Search Engine Roundtable. Durante il Black Friday, Merchant Center ha creato e applicato automaticamente promozioni ad alcuni prodotti. E anche in Google Ads, la piattaforma crea e mostra automaticamente asset a livello di account quando prevede un miglioramento dei risultati, come confermato dalla guida sugli asset automatici. Quello che cambia ora è l’estensione del meccanismo alle campagne Search e Performance Max con asset di località.

Cosa fare domattina: controlla ‘Added by’ e decidi

Con questo automatismo, l’unico modo per sapere cosa sta facendo Google è guardare dentro l’account. Le promozioni automatizzate possono essere identificate nella colonna “Added by”, dove sono etichettate come “Google AI”. Non “manual”, non il nome di un utente dell’agenzia: direttamente “Google AI”.

La conseguenza operativa è immediata. Se gestisci campagne Search o Performance Max con asset di località collegati, domattina la prima cosa da fare è aprire l’account e filtrare la colonna “Added by” per “Google AI”. Verifica quali promozioni sono attive, quali offerte sono state estratte dal sito e se c’è corrispondenza con quello che vorresti promuovere. Un asset con un messaggio promozionale datato o non allineato alla strategia può bruciare impressioni e budget senza portare valore.

La domanda non è se l’automatismo funziona — la questione è chi controlla le promozioni. Se vuoi mantenere il controllo, l’unica strada è impostare promozioni manuali: in quel caso l’automatismo non si attiva. Se scegli di lasciar fare a Google, sappi che stai delegando la selezione delle offerte a un sistema che lavora in cicli di meno di 24 ore. E con una finestra così corta, il monitoraggio non può essere un’attività settimanale: deve essere quotidiano.

L’automazione non si ferma: o la governi con promozioni manuali e controlli costanti sulla colonna “Added by”, o saranno gli asset “Google AI” a decidere quali promozioni mostrare. E con finestre di durata inferiori a 24 ore, quello che accade oggi potrebbe non esserci domani.