L’editor di Google ha cancellato le tue campagne video

Google Ads Editor 2.13 elimina le Video Action, introduce l'obiettivo di fidelizzazione per Performance Max e spinge gli annunci TV.

L'editor di Google ha cancellato le tue campagne video

Le campagne Video Action scompaiono dall’editor mentre Google spinge l’inventario televisivo e la fidelizzazione in Performance Max

Hai passato le ultime settimane a migrare le campagne Video Action perché Google le ha deprecate, e ora apri l’Editor per modificare i budget e scopri che il supporto è sparito del tutto. Non è un bug. Nel frattempo compare un nuovo obiettivo di fidelizzazione per Performance Max e una raccomandazione dedicata agli schermi TV. Basta leggere le note di rilascio ufficiali di Google Ads Editor 2.13 per capire che non siamo davanti a un aggiornamento di routine: è una mappa di dove Google vuole che tu allochi il budget nei prossimi mesi.

Addio Video Action, benvenuti schermi TV

Il cambiamento più dirompente è la rimozione totale del supporto per la creazione di nuove campagne Video Action nell’Editor. Non si tratta di un aggiustamento: le campagne su cui molti advertiser hanno costruito la loro strategia video a performance sono state prima deprecate nell’interfaccia e ora eliminate dallo strumento di modifica in blocco. Come se non bastasse, Google introduce contestualmente la raccomandazione “Mostra i tuoi annunci sugli schermi TV”, spingendo gli inserzionisti a presidiare un inventario completamente diverso — il grande schermo del salotto, non il feed mobile.

Il messaggio è chiaro: il video a performance non scompare, ma cambia casa. E la nuova casa ha formati diversi, metriche diverse e, soprattutto, aspettative di conversione diverse. Per accompagnare questa transizione, la versione 2.13 introduce campi dedicati per “Nome attività” e “Logo attività” sia negli annunci video responsive sia negli annunci video non skippabili — asset che diventano obbligatori per apparire credibili su uno schermo TV, dove il branding ha un peso specifico che su mobile potevi permetterti di trascurare.

Ma questa è solo la superficie visibile. L’aggiornamento nasconde un cambiamento più profondo per chi usa Performance Max.

Il vero gioco: Performance Max e la fidelizzazione

Se la rimozione delle Video Action è il colpo che fa rumore, l’aggiunta silenziosa è quella che peserà di più sulla strategia: Google Ads Editor 2.13 introduce il supporto per l’obiettivo di fidelizzazione clienti (Customer retention goal, noto anche come Reengagement goal o CRO) per le campagne Performance Max. Tradotto dal gergo di prodotto: puoi finalmente dire a PMax “trova i miei clienti esistenti e riportali a comprare”, invece di usare la campagna solo per acquisirne di nuovi.

È un cambio di paradigma che sposta Performance Max da strumento puramente prospettico a motore di loyalty. Per chi gestisce e-commerce con cicli di riacquisto frequenti — cosmetici, pet food, integratori — significa poter allocare budget su un obiettivo misurabile (il tasso di riacquisto, il lifetime value) senza dover costruire segmenti di audience separati e campagne dedicate. L’algoritmo fa il lavoro sporco: riceve l’obiettivo, incrocia i segnali dei clienti esistenti e ottimizza le impressioni per massimizzare il ritorno.

C’è un trade-off da considerare subito: l’obiettivo di retention compete con quello di acquisizione nello stesso budget. Se assegni una fetta significativa di spesa al retention goal, stai implicitamente riducendo la pressione su nuovi clienti. Non è sbagliato — in molti settori maturi il 70% del fatturato viene dal 30% dei clienti esistenti — ma richiede una decisione consapevole che l’algoritmo non può prendere da solo.

Nel complesso, come riporta Search Engine Roundtable, la release 2.13 conta 17 nuove funzionalità — un pacchetto corposo che va ben oltre i tre cambiamenti di cui stiamo parlando, ma che conferma l’accelerazione sul fronte dell’automazione e del riposizionamento degli inventari.

Cosa fare da domani mattina

L’Editor resta lo strumento più rapido per adattarsi — è uno strumento di modifica in blocco progettato per la velocità — ma la velocità senza strategia chiara, in questa fase, è solo un modo per sbagliare più in fretta. Primo: apri l’Editor, individua tutte le campagne Video Action ancora attive o in pausa e pianifica la migrazione verso i formati video che Google sta spingendo, inclusi gli annunci ottimizzati per gli schermi TV con i nuovi campi nome e logo compilati. Secondo: se hai un database clienti con una base abbastanza ampia da rendere significativo un retention goal, attiva l’obiettivo di fidelizzazione su una campagna Performance Max separata, con un budget contenuto, e misura il tasso di riacquisto incrementale prima di scalare. Terzo: sfrutta la possibilità di lasciare vuote le offerte CPV e CPM per testare l’automazione completa laddove il volume conversioni lo consente, ma tieni un gruppo di controllo con offerte manuali per avere un termine di paragone.

Google sta ridisegnando le priorità delle campagne: la TV diventa un canale da presidiare e la fidelizzazione entra nel performance marketing. Chi usa l’Editor non può limitarsi a cliccare “aggiorna”: deve ripensare la strategia prima che lo faccia l’algoritmo.