Google ora mostra gli annunci Search in AI Mode

Google Ads abilita keyword a corrispondenza esatta e a frase in AI Mode, mentre OpenAI testa annunci nei tier gratuiti di ChatGPT.

Google ora mostra gli annunci Search in AI Mode

Le parole chiave Search possono ora servire annunci testuali in AI Mode.

Google ha iniziato a servire campagne Search pure regolari con match type restrittivi in AI Mode, come segnalato in un post su LinkedIn. Le parole chiave a corrispondenza esatta, quelle del vecchio Search, ora possono mostrare annunci testuali dentro la superficie conversazionale. Non serve AI Max.

Il silenzioso allargamento del perimetro

La conferma arriva da Ginny Marvin, Google Ads Liaison, che ha chiarito il perimetro: le keyword a corrispondenza esatta e a frase sono idonee a servire annunci testuali in AI Mode, ma solo nei casi di intento utente esplicito e diretto. Non è una porta spalancata: il filtro dichiarato è la natura dell’intento. Un utente che cerca “comprare scarpe da corsa” genera un intento diverso da chi chiede “quali scarpe sono migliori per la maratona”? La risposta di Google è sì, e solo il primo tipo è eleggibile.

La mossa è più significativa di quanto sembri. Finora AI Mode era pensata come territorio di AI Max e Performance Max for Search, i prodotti progettati per catturare intenti conversazionali complessi e accedere ai formati più recenti, come gli Highlighted Answers. Ora le campagne Search tradizionali — quelle con corrispondenza esatta, costruite su keyword rigide e budget già allocati — entrano nello stesso spazio. Il perimetro si allarga silenziosamente: non attraverso un nuovo tipo di campagna, ma attraverso l’idoneità di quelle esistenti.

La documentazione ufficiale di Google è stata aggiornata di conseguenza: ora afferma che annunci Text e Shopping di campagne Search, Shopping e Performance Max esistenti sono idonei a mostrarsi all’interno degli AI Overviews. È un cambiamento che non richiede agli inserzionisti di attivare nulla di nuovo. Basta avere campagne attive e lasciare che il sistema le serva dove ritiene ci sia intento esplicito.

Chi guadagna e chi perde nella nuova superficie

Dall’altro lato, la concorrenza accelera. OpenAI ha annunciato, in un post su X, di aver iniziato a testare annunci pubblicitari nei tier gratuiti e Go di ChatGPT, la nuova opzione da 8 dollari al mese. Come riportato da CNBC, l’ingresso di OpenAI nella pubblicità conversazionale porta un altro grande concorrente nello stesso campo. Chi perde? Gli inserzionisti che pensavano di avere un vantaggio con i formati dedicati: ora i vecchi match type entrano in AI Mode, mentre i tier gratuiti di ChatGPT diventano un’altra superficie da presidiare.

La tensione irrisolta: inventory conversazionale senza confini?

Resta aperta una domanda fondamentale: chi controlla davvero il confine dell’intento esplicito? Google dichiara che la corrispondenza esatta e a frase è limitata a casi di intento utente esplicito e diretto. Ma in una conversazione, l’intento non è sempre binario. Un utente che chiede “consigliami una scarpa per correre la maratona” può essere interpretato come intento transazionale? La convivenza tra match type restrittivi e linguaggio conversazionale resta ambigua. Il vero cambiamento non è l’AI Mode in sé, ma il fatto che i vecchi match type si stanno espandendo nella conversazione senza che sia chiaro dove finisca l’intento esplicito e inizi quello implicito.