Google ha perso un miliardo di ricerche mensili

Il 40,7% delle keyword ad alto volume su Google è in calo, con una contrazione media del -41%. La ricerca si frammenta verso YouTube e Reddit.

Google ha perso un miliardo di ricerche mensili

35,4 miliardi di query mensili restano stabili ma si redistribuiscono tra piattaforme alternative

Il cambiamento netto nell’intero dataset è di appena +16,8 milioni di ricerche al mese su un campione che rappresenta 35,4 miliardi di query mensili. Una variazione statistica trascurabile, che nasconde però una redistribuzione interna violenta: il 29% del volume di ricerca ad alto volume è in calo misurabile, quattro punti percentuali sopra la previsione di Gartner del 25%. A perdere traffico non è la ricerca in sé — solo la quota di consumatori che riduce la ricerca è il 17% — ma Google come destinazione.

Lo studio originale su Search Engine Land ha analizzato 1.010.848 keyword ad alto volume, ciascuna con 10.000 o più ricerche mensili, su 379 brand in otto verticali. mostra due blocchi quasi equivalenti che si fronteggiano: il blocco di keyword in declino conta 285.489 termini e rappresenta circa 10,29 miliardi di ricerche mensili, mentre il segmento di keyword in espansione ne conta 140.835 per circa 10,31 miliardi.

La qualità del declino è più severa della quantità: la contrazione media delle keyword in calo è del -41%, e le keyword con perdita superiore al 40% sono 112.378. La percentuale di keyword in declino misurabile raggiunge il 40,7% del campione ad alto volume, contro un quota di keyword in espansione ferma al 20,1%. Il saldo positivo è così esiguo da non coprire nemmeno l’erosione di una singola verticale colpita duramente.

La perdita media del -41% tra le keyword in calo non è un dettaglio tecnico: è un indicatore di intere categorie di query che stanno cambiando punto di atterraggio.

La ricerca non muore, cambia indirizzo

Piattaforme alternative di ricerca come YouTube sono utilizzate dal 68% dei consumatori, mentre Reddit come strumento di ricerca raccoglie il 57% degli utenti. Non è un abbandono del comportamento di ricerca, ma una frammentazione dell’accesso alle informazioni che sottrae volume a Google senza ridurre il tempo speso a cercare.

Il settore FinTech ha registrato il declino maggiore: -37,7%, secondo lo studio originale su Search Engine Land. La tenuta del settore Lifestyle è la migliore con un -15,2%. Solo tre verticali su otto — Insurance, SaaS e Lifestyle — restano sotto i verticali sotto la soglia Gartner del 25%. Gli altri cinque sforano tutti, con intensità diversa, il punto di non ritorno previsto dalle stime di settore.

Quando il traffico residuo vale più del volume perso

Per chi gestisce budget pubblicitari su Google, la frammentazione del volume impone una revisione dei metodi di attribuzione. Una strategia di targeting restrittivo che riduce i clic non validi fino al 50% è stata documentata passando dall’impostazione Observation a Targeting per le audience. In un ecosistema dove il volume si redistribuisce anziché crescere, la qualità del traffico residuo diventa la variabile chiave su cui giustificare la spesa.

L’8 luglio 2026 Google ha annunciato su X e LinkedIn l’espansione delle campagne Search per Things to Do ed eventi nel verticale Travel: un investimento proprio nei settori dove la ricerca esperienziale sta migrando verso canali non testuali. Il segnale per i performance manager è che Alphabet stessa sta riposizionando l’inventario pubblicitario dove rileva intenzione ancora monetizzabile.

Quanto è perso e quanto è solo spostato all’interno della SERP?

La domanda aperta che nessuna metrica di impression risolve è questa: quanto del volume perso da Google resta all’interno del perimetro Alphabet — assorbito dalle AI Overview o da altre risposte dirette che non generano clic — e quanto invece esce definitivamente dall’ecosistema per atterrare su Reddit, YouTube o altrove? Le metriche last-click non distinguono tra un utente che trova risposta nell’AI Overview e uno che digita la stessa query in un’app concorrente. Senza modelli di marketing mix che isolino l’incrementalità per canale con test geo o holdout, il rischio concreto è compensare un calo reale con attribuzioni che premiano il canale sbagliato.

I 35,4 miliardi di query mensili analizzate dicono che la torta non si sta riducendo: si sta dividendo in più fette, e alcune non le vediamo.