Google ha sfornato dati che non sa misurare
Google Marketing Live 2026 annuncia record per AI Overviews, ma gli inserzionisti lamentano metriche di ROI insufficienti e ritardi nel reporting.
Le nuove superfici AI di Google crescono, ma senza metriche chiare per chi investe
Se gestisci campagne su Google, conoscevi già la sensazione: vedi i numeri di copertura salire, i report di performance restano opachi e devi giustificare il budget su superfici che non sai ancora misurare. Al Google Marketing Live 2026, Philipp Schindler ha sfornato dati da capogiro — AI Overviews ha superato 2,5 miliardi di utenti mensili, AI Mode ha passato e le query in quella modalità raddoppiano ogni trimestre. Peccato che chi deve allocare budget non abbia ancora metriche comparabili per il ROI di queste nuove superfici. Mentre Google celebra i record, gli strumenti di misura restano indietro.
Final URL Expansion: metriche in arrivo, ma il ritardo pesa
Uno dei nodi più concreti riguarda il reporting di Final URL Expansion (FUE), la funzionalità che allarga dinamicamente gli URL finali nelle campagne Performance Max. Da mesi gli advertiser chiedono di vedere dove finiscono esattamente i loro annunci. Google ha finalmente condiviso dettagli sui miglioramenti di reporting per FUE: arriveranno reporting a livello di account, metriche di performance aggiuntive per gli asset FUE e la possibilità di rimuovere in blocco asset direttamente dalle tabelle di report. Il problema è che queste feature sono state annunciate mentre molti inserzionisti aspettavano ancora dati granulari per giustificare il budget su campagne che già corrono. In parallelo, Google ha esteso la proroga della migrazione DSA — un’altra scadenza che slitta, mentre le promesse di trasparenza si accumulano.
Gemini Omni e fatture cartacee: il paradosso della misurazione
Sul palco di Google Marketing Live, Schindler ha annunciato che Gemini Omni — disponibile già nell’app Gemini, in Google e in YouTube Shorts — arriverà negli annunci pubblicitari nell’estate 2026. Il modello multimodale promette di unificare testo, immagini e video, ma per ora gli inserzionisti non hanno mode benchmark per stimare il CPA (costo per acquisizione) su queste nuove creatività. Nel frattempo, le fatture per alcune testate pubblicitarie si gestiscono ancora con moduli cartacei — un contrasto imbarazzante per un ecosistema che si proclama AI-first.
Google ha anche stretto una partnership tra DV360 e Walmart Connect per aiutare gli advertiser a raggiungere acquirenti ad alta intenzione di acquisto su YouTube e misurare i risultati con closed-loop measurement. L’iniziativa è concreta: la partnership Google-Walmart, annunciata l’11 giugno 2026, dà accesso a dati transazionali reali. Ma resta circoscritta a un partner retail e non risolve il vuoto di metriche per la stragrande maggioranza degli advertiser su AI Overviews e AI Mode.
Cosa cambia per chi pianifica campagne domani mattina
Con 2,5 miliardi di utenti su AI Overviews, non puoi ignorare la superficie — ma devi farlo con gli occhi aperti. Il keynote di Schindler ha sì mostrato numeri da record, ma ha anche svelato che Gemini Omni nei formati pubblicitari arriverà solo in estate. Fino ad allora, ogni test su AI Mode e AI Overviews andrà condotto senza metriche standardizzate di ritorno. Il consiglio operativo: usa la partnership con Walmart Connect come benchmark di settore per misurabilità, ma preparati a integrare dati first-party e a richiedere a Google report ad hoc. La promessa di un’AI misurabile resta tale — finché il reporting FUE non sarà realmente deployato e le fatture non usciranno dall’era cartacea.