X ha nascosto i dati ai creator

X lancia i follower attivi, accessibili solo a pagamento. Meta estende i controlli su Threads. I CMO affrontano dati frammentati.

X ha nascosto i dati ai creator

X nasconde i dati dietro un abbonamento, Meta li filtra con partner terzi

Immaginate di poter sapere esattamente quanti dei vostri follower sono vivi, attivi, presenti. Follower attivi su X è il nuovo dato nell’analisi dei creator. Follower attivi su X fornisce un conteggio completo e una percentuale basata sul totale dei follower. Il capo prodotto Nikita Bier ha dichiarato che follower attivi su X aiutano a rispondere a domande sull’engagement in-stream. Peccato che follower attivi su X siano accessibili solo tramite abbonamento. Nell’aggiornamento DSA dell’UE, X ha riportato che follower attivi su X l’uso dell’app in Europa è calato del 15%. L’articolo pubblicato il 19 maggio 2026 conferma follower attivi su X.

Meta apre i dati, ma sotto controllo

Mentre X restringe l’accesso, Meta estende i controlli su Threads con il supporto per block list di terze parti per gli annunci. Queste liste sono create da fornitori di brand safety e misurazione, Meta estende i controlli su Threads verificate e indipendentemente validate. I partner coinvolti sono DoubleVerify, IAS, Scope3 e Zefr. Meta estende i controlli su Threads Secondo Meta, più del 99% dei contenuti accanto agli annunci nel Feed è brand safe su Facebook, Instagram e Threads. Inoltre, Meta estende i controlli su Threads ha annunciato l’espansione del suo ecosistema di partner per offrire più scelte nella verifica degli annunci.

Il CMO nel mezzo: dati frammentati e ROI da giustificare

In questo scenario, Pensare al ROI dovrebbe essere al centro del lavoro di ogni CMO. I leader del marketing chiedono investimenti, Pensare al ROI significa decidere dove allocare le risorse e poi giustificare ogni euro speso. Se un CMO non può spiegare in termini commercialmente credibili cosa sta generando il marketing, la funzione inizia a sembrare costosa piuttosto che strategica. Pensare al ROI è il fondamento, ma come confrontare i dati quando una piattaforma li nasconde dietro un paywall e l’altra li filtra attraverso partner terzi? La trasparenza nella misurazione pubblicitaria è sempre più frammentata, e i CMO rischiano di rimanere senza dati comparabili per giustificare gli investimenti. Forse la vera domanda non è quanti dati abbiamo, ma se abbiamo il quadro completo per distinguere correlazione da causalità.

E questa, al momento, è una risposta che nessuna piattaforma vende.