Snapchat ha tolto i like ai minori

Snapchat elimina i like per gli under 15, seguendo Meta. I giovani preferiscono la privacy, sfidando le metriche tradizionali di engagement.

Snapchat ha tolto i like ai minori

Snapchat elimina i conteggi dei like per gli under 16, creando un ecosistema protetto senza metriche pubbliche

Se un like cade in una foresta e nessuno lo conta, fa ancora rumore? Snapchat ha scommesso di no. Con un annuncio ufficiale diffuso oggi, 10 giugno 2026, la piattaforma ha introdotto una nuova esperienza per gli utenti tra i 13 e i 15 anni: i loro profili saranno visibili solo agli amici accettati reciprocamente, i contenuti non verranno più distribuiti a un pubblico non amico su Spotlight e, soprattutto, non compariranno più i conteggi dei preferiti. È un vuoto di misurazione che, per chi vive di numeri, suona come un paradosso.

L’account senza like

Snapchat ha deciso di eliminare le metriche di vanità per i più giovani proprio quando la pressione sociale sui numeri — like, follower, visualizzazioni — è al suo massimo storico. L’azienda ha annunciato che gli Snapchatter di età compresa tra 13 e 15 anni non avranno favorite counts, e che per la fascia 16-17 l’introduzione alla condivisione pubblica sarà opzionale, con ulteriori salvaguardie e visibilità parentale. In pratica, la piattaforma sta costruendo un ecosistema protetto dove l’engagement pubblico non è più la valuta sociale. Per i marketer abituati a misurare il successo di una campagna sui like e sulle condivisioni virali, è un terremoto silenzioso: se non ci sono numeri da contare, come si valuta l’impatto di un contenuto?

I numeri della scelta

La mossa di Snapchat non è isolata. A settembre 2024, Meta ha introdotto gli Instagram Teen Accounts, rendendo di default privati i profili degli adolescenti. Poi, ad aprile 2025, ha esteso il modello a Facebook e Messenger con l’estensione a Facebook e Messenger. La vera sorpresa, per chi pensa che gli adolescenti vogliano a tutti i costi visibilità e like, è il dato emerso dallo stesso annuncio di Meta: il 97% degli adolescenti di età compresa tra 13 e 15 anni ha volontariamente mantenuto le restrizioni integrate dei Teen Accounts. Non si tratta di una scelta imposta, ma di una preferenza attiva: quando hanno potuto scegliere, la stragrande maggioranza ha detto no ai numeri pubblici.

Questo dato cambia la narrazione. Non è solo una questione di regolamentazione o di pressione sociale: gli stessi ragazzi sembrano stanchi del gioco delle metriche. Per un performance manager, è un segnale importante: l’engagement misurato in like e follower potrebbe non essere più un indicatore affidabile di popolarità o di connessione reale. La correlazione tra numero di like e soddisfazione dell’utente si sta rompendo. E se i nativi digitali scelgono la protezione, la domanda si sposta su chi, nel sistema — piattaforme, inserzionisti, content creator — è davvero pronto a rinunciare a quei numeri.

Il futuro della misurazione

Se i like scompaiono, con cosa misuriamo il successo di una piattaforma sociale? Per gli addetti ai lavori, è il nodo irrisolto. Snapchat ha eliminato un indicatore, ma non ha ancora proposto un’alternativa pubblica. In assenza di metriche di vanità, il valore di una rete si sposterà su indicatori più profondi: tempo trascorso in conversazioni private, frequenza di interazione one-to-one, qualità delle relazioni. Sono grandezze difficili da tracciare con i modelli attuali, come il last-click o il view-through attribution, che si basano su azioni pubbliche e misurabili.

Per un advertiser, la scomparsa dei like significa ripensare l’intera catena di misurazione. Non si potrà più usare il numero di like come proxy di brand lift o di intento d’acquisto. Si dovrà ricorrere a metodi più robusti: test geo controllati, gruppi holdout, modelli di marketing mix (MMM) che tengano conto di variabili non direttamente osservabili. La sfida è metodologica: come attribuire valore a un’esposizione pubblicitaria quando l’unico segnale di engagement è un messaggio privato? È un problema di incrementalità, non di correlazione.

Forse, come suggerisce il dato Meta, i ragazzi stessi hanno già votato con i piedi (o con i pollici). E forse la vera innovazione non è togliere i like, ma inventare nuovi indicatori che misurino il benessere — o, più radicalmente, imparare a non misurare tutto. Snapchat ha aperto una porta: non sappiamo ancora cosa c’è dietro, ma almeno abbiamo smesso di guardare solo i numeri.