L’AI di Microsoft non sta spostando il cloud

L'AI business di Microsoft supera 37 miliardi di ricavi, ma la quota cloud Azure non scala, ferma al 21% contro AWS al 28%.

L'AI di Microsoft non sta spostando il cloud

Il fatturato AI di Microsoft tocca 37 miliardi, ma la quota cloud resta al 21% contro il 28% di AWS

Ieri Microsoft ha pubblicato i risultati Q3 FY2026, e il numero che ha fatto rumore è impressionante: il business AI ha superato un tasso di ricavi annualizzato di 37 miliardi di dollari, in crescita del 123% rispetto all’anno precedente. Eppure, guardando il mercato cloud, la fotografia è diversa. Secondo i dati Synergy citati da CRN, AWS detiene ancora il 28% del mercato, mentre Azure si ferma al 21% e Google al 14%. Un contrasto che solleva una domanda scomoda: se l’AI cresce a questi ritmi, perché non sta spostando in modo più evidente le quote di cloud? Forse la metrica più pubblicizzata — il fatturato AI — non racconta tutta la storia.

Il paradosso della crescita AI

I numeri di Microsoft sono solidi a livello aggregato. Il fatturato totale del trimestre chiuso a marzo 2026 è stato di 82,9 miliardi di dollari, in aumento del 18%, e l’utile netto GAAP è salito a 31,8 miliardi (+23%). Il cloud Microsoft — che include Azure, Office 365, Dynamics 365 e altre piattaforme — ha generato 54,5 miliardi di dollari, con una crescita del 29%. In particolare, i ricavi di Azure e altri servizi cloud sono cresciuti del 40%. Sembrerebbero tutti segnali di un dominio in consolidamento, eppure la quota di mercato cloud Q1 2026 non mostra un sorpasso: AWS è al 28%, Microsoft al 21% e Google al 14%. Il mercato complessivo ha toccato un record di 129 miliardi di dollari nel primo trimestre, con una crescita del 35% trainata dall’AI. In questo contesto, Microsoft cresce più velocemente del mercato? Azure cresce al 40%, mentre il mercato totale cresce al 35%, sì, ma la differenza non è abbastanza ampia da colmare il gap con AWS in tempi brevi. Il paradosso è evidente: un business AI che da solo vale 37 miliardi su base annua e una quota cloud ancora da inseguitrice.

Cosa dicono davvero i dati

Per capire se l’AI sta avendo un impatto reale sul cloud, bisogna guardare oltre il fatturato AI headline. Un indicatore più sottile ma significativo è l’obbligazione di performance residua commerciale (commercial RPO), che rappresenta i contratti firmati ma non ancora fatturati. Nel Q3 FY2026, l’RPO commerciale è aumentato del 99% a 627 miliardi di dollari. Già nel trimestre precedente (Q2 FY2026, chiuso a gennaio), era cresciuto del 110% a 625 miliardi. Per contesto, un anno fa l’AI business di Microsoft aveva un tasso di ricavi annuale di 13 miliardi (dato dei risultati Q2 FY2025). Ora è quasi triplicato a 37 miliardi. Questo significa che i carichi di lavoro AI stanno generando impegni contrattuali enormi, molti dei quali si trasformeranno in ricavi nei prossimi trimestri. La crescita sequenziale dell’RPO — da 625 a 627 miliardi — sembra modesta, ma l’entità assoluta testimonia una domanda strutturale.

Un altro segnale arriva dal confronto con il trimestre precedente. Nel Q2 FY2026, il cloud Microsoft aveva generato 51,5 miliardi di dollari (+26%), mentre ora ha raggiunto 54,5 miliardi (+29%). L’accelerazione è modesta ma reale, e coincide con il picco del tasso di crescita dell’AI. I dati Q2 FY2026 mostravano un RPO di 625 miliardi, che ora è salito a 627 miliardi: un incremento di 2 miliardi in un trimestre. Non un’esplosione, ma in un mercato che vale 129 miliardi a trimestre, anche piccoli spostamenti possono riflettere cambiamenti nella struttura della domanda. Quello che i dati suggeriscono è che l’AI sta trainando il cloud di Microsoft, ma non ancora abbastanza da scalzare AWS. La domanda è: se l’RPO cresce a ritmi così elevati (quasi raddoppio anno su anno), perché non si traduce in una crescita proporzionale della quota di mercato cloud? Probabilmente perché gran parte di quell’RPO è legata a servizi AI che girano su Azure ma non cannibalizzano immediatamente i workload tradizionali. Inoltre, AWS ha una base installata enorme e i clienti tendono a multicloud, non a fare migrazioni in blocco.

Cosa non possiamo ancora misurare

E ora? I numeri headline di Microsoft sono impressionanti, ma lasciano aperti due interrogativi. Il primo è se il tasso di crescita del 123% dell’AI business possa essere sostenuto: storicamente, curve di crescita così ripide tendono a normalizzarsi quando la base diventa grande. Il secondo è l’impatto sui margini: per sostenere l’infrastruttura AI, Microsoft sta investendo miliardi in data center e GPU, e il costo di questi investimenti non è ancora pienamente visibile nei conti. Senza dati disaggregati sui margini del segmento AI, è impossibile sapere se la crescita sta generando profitto oppure no. Per un analista che deve giustificare la spesa, la lezione è chiara: il fatturato AI è una metrica di output, ma per capire se Microsoft sta davvero vincendo la battaglia del cloud bisogna guardare alla quota di mercato, ai tassi di ritenzione e all’incrementalità rispetto ai carichi tradizionali. Il 37 miliardi è un numero straordinario, ma la vera sfida per Microsoft è dimostrare che l’AI non sta solo gonfiando il fatturato, ma sta spostando quote di mercato reali. Per ora, i dati dicono che la partita è ancora aperta.