Il 40% della spesa CTV è sprecato

Studio Truthset rivela che il 40% della spesa CTV è sprecato. Amazon investe nell'AI, mentre The Trade Desk perde dirigenti.

Il 40% della spesa CTV è sprecato

Il passaggio di Dave Treadwell ad AWS segnala una strategia basata sull’infrastruttura AI

Quasi il 40% della spesa media in CTV in asta aperta è sprecata a causa di dati identitativi inaccurati. Lo rivela lo studio Truthset sull’inaccuratezza dei dati CTV, pubblicato a febbraio 2026, secondo cui il targeting basato su IP fallisce tre volte su quattro. Un dettaglio che di solito anima i dibattiti sulla trasparenza delle DSP e la qualità dell’inventario. Ma forse la notizia più rilevante di queste settimane non è un report, bensì un movimento di carriera passato quasi inosservato: Dave Treadwell, l’uomo che ha guidato la piattaforma tecnologica di Amazon.com, è passato a guidare i servizi Compute e Machine Learning di AWS. Il suo endorsement dell’AI come «più grande momento della sua vita professionale» è una dichiarazione di guerra silenziosa che mette a nudo la fragilità delle attuali architetture di ad buying.

Il copione di The Trade Desk: assumere talenti mentre i talenti scappano

The Trade Desk ha reagito alla pressione dell’AI con una mossa tipica: ha ingaggiato Kristi Argyilan, l’ex top ad executive di Uber, come nuova chief commercial officer. Il suo arrivo è la classica scommessa sul capitale umano: Argyilan arriva da Uber, dove ha guidato il business pubblicitario globale, e in The Trade Desk dovrà aiutare i clienti a «cogliere le opportunità create da AI, commerce e open internet», secondo la dichiarazione del CEO Green. Una mossa che suona come un tentativo di rassicurare il mercato, mentre la DSP affronta la sua fase più complicata.

Non si tratta solo di una nomina. The Trade Desk è reduce da mesi di turbolenze: ha perso figure chiave come Tim Sims, Ian Colley, il chief revenue officer Anders Mortensen, la chief strategy officer Samantha Jacobson e il chief financial officer Alex Kayyal, oltre a tre membri del board. Come documentato da Adweek, queste dimissioni a catena in The Trade Desk si sommano a una serie di scontri con clienti e partner, una riorganizzazione della piattaforma e una crescita finanziaria che ha smesso di accelerare.

Non stupisce che il titolo sia stato il peggiore dell’S&P 500 nel 2025.

In questo contesto, l’arrivo di Argyilan appare come un tentativo di colmare crepe con il capitale reputazionale. Ma il problema di The Trade Desk – e di molte DSP indipendenti – non sta nella mancanza di un capo commerciale, bensì nella struttura del valore. Se il 40% della spesa CTV è sprecata per dati identitativi errati, la promessa di targeting granulare su cui si regge il programmatic rischia di sgretolarsi proprio mentre i walled garden stanno costruendo un’alternativa basata su segnali proprietari e AI.

Amazon non assume star dell’advertising, sposta i pilastri infrastrutturali

Qui entra in scena Dave Treadwell. Non è un volto noto dell’advertising, e probabilmente non parteciperà mai a un panel sul futuro del RTB. Eppure, il suo percorso è la radiografia di come Amazon stia vincendo senza dover competere sul terreno tradizionale delle DSP. Treadwell è entrato in Amazon per guidare quella che oggi è la piattaforma di eCommerce Foundation, l’infrastruttura tecnologica che fa girare Amazon.com. Ha gestito la disponibilità del sito durante i Prime Day, culminati in descritta come la più pulita di sempre. Ha poi affrontato e risolto un problema critico di efficienza dei costi per l’infrastruttura dello Stores business, ottenendo un notevole risparmio sui costi infrastrutturali dello Stores.

Oggi Treadwell guida il team AWS Compute e Machine Learning Services. Non è un cambio di poltrona: è il segnale che Amazon sta innestando il know-how dell’e-commerce direttamente nel cuore dei servizi AI. Treadwell definisce l’AI la più grande svolta tecnologica della sua vita, superiore a computer, internet, mobile e cloud computing messi insieme. E lo fa citando la cultura scritta di Amazon e l’ossessione per i dati come motori di questa trasformazione.

La differenza rispetto a The Trade Desk è sostanziale. Amazon non sta cercando di riempire posizioni apicali con nomi noti del settore; sta prendendo chi ha costruito la più grande macchina di e-commerce al mondo e lo mette a capo dei servizi AI su cui già oggi girano modelli predittivi per campagne pubblicitarie. In pratica, sta verticalizzando l’AI nella supply chain pubblicitaria senza dover dipendere da un DSP esterno. La domanda è: quando l’infrastruttura proprietaria di Amazon (dati first-party, capacità computazionale, modelli di machine learning) diventerà così integrata da rendere superflue le piattaforme indipendenti?

L’ultimo miglio segnaletico e il rischio di un mercato a due velocità

Lo studio Truthset non fa che confermare una verità scomoda: in asta aperta, i segnali identitativi sono scadenti. The Trade Desk risponde con una riorganizzazione delle figure commerciali, nella speranza di riconquistare fiducia. Amazon risponde con Treadwell, che non parla di pubblicità ma di «infrastruttura cost-efficient» e di «momenti di svolta». Due modi opposti di interpretare il problema. Chi ci guadagna e chi ci perde? Le agenzie di buying che scommettono sull’indipendenza delle DSP potrebbero trovarsi schiacciate tra la scarsa qualità dei dati in open auction e la convenienza di un ecosistema integrato come quello di Amazon, dove i segnali di acquisto reali e le capacità di forecasting sono un asset nativo, non un layer aggiunto con un’integrazione di terze parti.

Cosa resta aperto. Non è ancora chiaro se l’AI applicata all’advocacy di Amazon si tradurrà in un prodotto pubblicitario direttamente competitivo con le DSP, o se rimarrà un vantaggio interno che si manifesta in pricing e performance migliori per chi spende all’interno del giardino. Ma il silenzio sui recruiter di star dell’advertising, unito all’enfasi sull’AI infrastrutturale di Treadwell, disegna una traiettoria precisa: Amazon non ha bisogno di convincere nessuno a comprare meglio; sta costruendo il sistema operativo dove comprare sarà automaticamente più efficiente. Per il resto del programmatic, è una minaccia più profonda di qualsiasi fluttuazione di CTR.