I brand stanno già testando le nuove inserzioni AI

Google ha annunciato nuovi formati pubblicitari nativi basati su Gemini, tra cui Direct Offers e Conversational Discovery Ads, per integrarsi con le risposte AI.

I brand stanno già testando le nuove inserzioni AI

I brand testano già i nuovi formati pubblicitari nativi basati su Gemini per la ricerca conversazionale

Hai appena ottimizzato il budget su Performance Max e Google ti dice che il 75% delle persone prende decisioni più rapide e sicure utilizzando la Modalità AI nella Ricerca. Come ti riconfiguri? In occasione del Google Marketing Live Search Ads tenutosi oggi, il colosso di Mountain View ha annunciato che sta testando nuovi formati pubblicitari nativi basati su Gemini, pensati per integrarsi in modo naturale con le risposte conversazionali dell’AI. L’ecosistema della search advertising cambia pelle, e chi gestisce campagne deve rivedere allocazione e strategia creativa.

Il nuovo ecosistema pubblicitario di Gemini

I nuovi formati annunciati sono due: Conversational Discovery Ads e Highlighted Answers. I primi rispondono a domande specifiche degli utenti con annunci che offrono dettagli di prodotto e indicazioni utili, mentre i secondi mettono in evidenza annunci sponsorizzati all’interno delle risposte generate dall’AI. Inoltre, Google sta espandendo il pilota Direct Offers, lanciato a gennaio 2026. Da allora, brand come Chewy, Gap e L’Oréal hanno già testato offerte altamente rilevanti mentre gli utenti esplorano le opzioni d’acquisto. Il dato chiave – il 75% degli utenti riferisce di prendere decisioni più rapide e sicure usando AI Mode – arriva direttamente dal blog ufficiale e suggerisce che la fiducia nella ricerca conversazionale sta crescendo rapidamente.

Ma cosa significa davvero per chi gestisce una campagna oggi? Per capirlo, bisogna guardare ai dati di adozione: AI Max, lanciato nell’aprile 2025, è diventato il prodotto AI Max di Google, il prodotto pubblicitario basato su IA in più rapida crescita per la Ricerca. Google ha anche introdotto uno «spiegatore AI indipendente» che fornisce contesto di terze parti accanto agli annunci a pagamento – un tentativo di aumentare la trasparenza in un contesto in cui l’utente può fidarsi meno dei risultati sponsorizzati.

Parallelamente, ieri Google ha annunciato un importante aggiornamento del suo motore di ricerca con funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, inclusi agenti di ricerca in grado di scansionare il web. Secondo quanto riportato da CNN, gli aggiornamenti della barra di ricerca di Google avvicinano il motore ai modelli AI di Anthropic e OpenAI, che hanno già preso piede come strumenti di ricerca alternativi. Google ha anche annunciato un agente Spark per la sua app Gemini in grado di gestire attività di background ricorrenti.

L’impatto sulle campagne reali

I nuovi formati cambiano le dinamiche di campagna in modo concreto. Prendiamo Direct Offers: finora il pilota ha coinvolto grandi retailer, ma il meccanismo è semplice – l’annuncio si attiva quando l’utente esplora opzioni in AI Mode, non solo quando digita una query esatta. Questo significa che il targeting per parole chiave diventa meno importante rispetto al contesto conversazionale. Chi gestisce campagne deve ripensare l’allocazione del budget: se prima il grosso andava su PMax o Search tradizionale, ora una fetta crescente potrebbe finire nei formati nativi Gemini.

I dati di adozione lo confermano: AI Max è esploso in meno di un anno. Per un advertiser, tradurre questo in azione significa testare al più presto Direct Offers (se disponibili nel proprio verticale) e preparare asset creativi per Highlighted Answers e Conversational Discovery Ads. Serve creatività che funzioni in un contesto dialogico: non più headline + description, ma risposte a domande reali, con tono utile e sintetico. Un trade-off da considerare è il controllo: in questi formati, Google decide dove e quando mostrare il tuo annuncio in base al contesto AI, riducendo la granularità del targeting manuale. Il costo per click (CPC) potrebbe salire inizialmente per via della competizione su questi nuovi spazi, ma il ROAS potrebbe beneficiare di un intento più alto – gli utenti in AI Mode sono già in fase esplorativa decisionale.

E mentre Google si riposiziona contro OpenAI e Anthropic, la domanda è: dove stai allocando il tuo budget? Se continui a investire solo su formati tradizionali, rischi di perdere visibilità proprio nel momento in cui l’utente ha più fiducia nell’AI. I brand che hanno già testato Direct Offers (Chewy, Gap, L’Oréal) stanno raccogliendo dati su performance reali – aspettati case study nelle prossime settimane.

Cosa fare domattina

Allora, cosa cambia per chi pianifica campagne? Tre azioni immediate:

  • Rivedere la strategia creativa. I formati nativi Gemini premiano risposte chiare e utili. Prepara variant test per Conversational Discovery Ads: pensa a domande frequenti dei tuoi clienti e scrivi copy che rispondano in modo diretto, senza giri di parole.
  • Testare Direct Offers. Se il tuo account è idoneo, attiva il pilota e monitora il CPA (costo per acquisizione) rispetto ad altre campagne. Il rischio è che il volume iniziale sia basso, ma il dato sull’intenzione d’acquisto in AI Mode (75% decisioni più rapide) suggerisce che chi entra per primo potrebbe beneficiare di un vantaggio competitivo.
  • Monitorare l’impatto di AI Mode sul CTR. Con l’introduzione dello spiegatore AI indipendente, gli annunci potrebbero ricevere meno click se l’utente si fida di più del contesto organico. Tieni d’occhio il tasso di conversione e, se cala, valuta di spostare budget su formati video o Display finché i nuovi formati non maturano.

La search advertising non è più solo keyword matching: è conversazione. Chi si adatta per primo vince. Non servono rivoluzioni, ma un piano di test su queste novità – cominciando da Direct Offers e da una creatività pensata per rispondere, non per interrompere.