Il mercato del commerce media cerca una lingua comune

Il commerce media vale 63,4 miliardi, ma mancano standard di misurazione. IAB spinge per LTV e UMM, superando il ROAS miope.

Il mercato del commerce media cerca una lingua comune

Il settore cerca standard condivisi per misurare l’incremento reale delle vendite oltre il ROAS

Mentre il mercato del commerce media supera i 63 miliardi di dollari, l’attenzione si sta spostando da metriche di breve periodo come il ROAS a un approccio basato sul lifetime value. Il problema è che mancano regole condivise per misurare l’incremento reale delle vendite. L’IAB cerca di colmare il vuoto con un summit e una nuova guida, ma la tensione tra esecuzione e accountability resta irrisolta.

Il mercato da 63 miliardi cerca una lingua comune

Secondo l’ultimo report IAB, i ricavi pubblicitari digitali 2025 hanno raggiunto quasi 300 miliardi di dollari, con il commerce media che da solo vale 63,4 miliardi. Il dato segna una crescita ricavi digitali del 18% anno su anno, ma l’industria è ancora in una fase di sperimentazione. Il Connected Commerce Summit 2026 organizzato da IAB punta a cambiare questa dinamica. David Cohen, CEO di IAB, ha dichiarato: “commerce media centrale è diventato per la crescita aziendale, e le aspettative non sono mai state così alte”. Ha aggiunto: “Il settore deve allinearsi su definizioni e standard condivisi per creatività, misurazione e attribuzione”. E ancora: “incrementalità e accountability denominatori comuni saranno il nuovo denominatore comune”. Collin Colburn, Vice President Commerce di IAB, ha rincarato: “esecuzione supera sperimentazione. Il commerce media entra in una fase in cui l’esecuzione conta più della sperimentazione. I vincitori saranno quelli che dimostrano impatto reale misurazione credibile attraverso una misurazione credibile, disciplina operativa e capacità di collegare gli investimenti media ai risultati di commerce”.

LTV e UMM: due metriche per ripensare il valore

Mentre il summit si concentra su temi summit IAB come misurazione scalabile, integrazione dell’in-store media e AI-driven commerce, due iniziative parallele stanno ridefinendo il modo di valutare le campagne. Albertsons, con la sua rete retail media The Collective, ha annunciato che inizierà a riportare il LTV analytics Albertsons nei suoi report pubblicitari. Liz Roche, VP media e misurazione di Albertsons, ha spiegato: “Se guardiamo solo al ROAS, siamo piuttosto miopi su come comprendiamo la reale relazione tra retailer e brand”. Una frase che suona come un manifesto: ROAS miope senza una visione di lungo termine.

Dall’altra parte, Coca-Cola e i suoi partner stanno spingendo per un nuovo framework di misurazione universale: lo standard Universal Media Measurement (UMM), che permette di confrontare l’efficacia di media paid, owned, earned e shared su una scala unica. L’obiettivo è dare ai marketer la possibilità di allocare budget non solo su ROAS istantaneo, ma su valore incrementale e lifetime.

Dalla sperimentazione all’esecuzione: la guida IAB e il nodo dell’attribuzione

Per tradurre queste innovazioni in pratica, IAB svelerà durante il summit la guida ecosistema commerce media “Building a More Competitive Commerce Media Ecosystem”. Il documento identifica differenziazione e maturazione operativa come percorsi strategici per le reti che vogliono differenziarsi, maturare operativamente e competere per gli investimenti pubblicitari basati sulle performance. Tuttavia, resta aperto un nodo cruciale: come integrare l’attribuzione cross-channel quando i dati risiedono in clean room di retailer diversi? L’incrementalità promessa da Cohen è ancora un concetto astratto per molti buyer, che faticano a separare il segnale del brand lift dal rumore delle promozioni. E l’AI-driven commerce, evocato come prossimo fronte, rischia di amplificare le asimmetrie se non accompagnato da metriche condivise. Il vero test sarà nei prossimi trimestri, quando i retailer dovranno dimostrare che i loro dati di prima parte, arricchiti da LTV e UMM, producono un ritorno misurabile oltre il semplice click. Se ci riusciranno, il commerce media passerà da macchina da 63 miliardi a motore trainante. Altrimenti, resterà una bolla di promesse senza standard.