Quanto corre davvero AWS? La crescita è un numero, la strategia è un contratto da 33 miliardi

AWS cresce del 37% ma Google Cloud corre all'82%. Tuttavia, il contratto da 33 miliardi con Anthropic cambia le prospettive.

Quanto corre davvero AWS? La crescita è un numero, la strategia è un contratto da 33 miliardi

Il confronto con Google Cloud e Azure si gioca sulla redditività e su un impegno decennale da oltre 100 miliardi

A prima vista, i conti non tornano. Ieri Amazon ha pubblicato i risultati del secondo trimestre 2026 e AWS ha registrato una crescita delle vendite nette del 37% su base annua, toccando un tasso di ricavi annualizzato di 169 miliardi di dollari. Non è un numero qualunque: è la crescita più rapida degli ultimi diciotto trimestri. Eppure, nello stesso periodo, Google Cloud ha corso all’82% e Azure al 43%, stando ai dati riportati la scorsa settimana rispettivamente da Alphabet e Microsoft. Il divario fra il 37 e l’82 è così ampio da suggerire un verdetto immediato: AWS perde terreno. Ma quando sposti lo sguardo dalla crescita percentuale alla redditività, e poi dalla redditività a un contratto firmato quattro mesi fa, quel verdetto si sgretola.

La trappola della crescita percentuale

C’è un errore di misurazione che si ripete ogni trimestre: confrontare tassi di crescita senza pesare la base di partenza. AWS fattura oggi 169 miliardi su base annualizzata. Google Cloud, per quanto in forte accelerazione, muove volumi molto inferiori. Aumentare dell’82% su una base piccola produce meno dollari incrementali di un 37% su una base mastodontica. Ma il dato che ribalta davvero la prospettiva è un altro. Nel secondo trimestre del 2026, AWS ha registrato un margine operativo del 36,8%, superiore al 35,6% di Google Cloud. E se allarghi l’inquadratura, quasi il 61% dell’utile operativo complessivo di Amazon proviene da AWS. In altre parole: la macchina che finanzia tutto il resto del gruppo, dalla logistica all’intelligenza artificiale, non è in frenata. Sta accelerando con una leva sui profitti che i rivali non hanno ancora costruito. Ma il dato più importante non è nei trimestrali: è in un contratto firmato quattro mesi fa.

Anthropic: la scommessa da 33 miliardi

Per capire davvero la posizione di AWS bisogna tornare allo scorso marzo 2026, quando Amazon ha annunciato un investimento aggiuntivo fino a 25 miliardi di dollari in Anthropic, portando l’impegno complessivo a 33 miliardi. Il primo assegno era stato staccato già a settembre 2023, con 4 miliardi iniziali, raddoppiati a novembre 2024 a quota 8 miliardi, operazione che aveva già reso AWS il principale partner cloud e di formazione di Anthropic. Ma la tranche dello scorso marzo ha cambiato la natura dell’accordo. Anthropic si è impegnata a spendere più di 100 miliardi di dollari su AWS nell’arco di dieci anni e a garantire fino a 5 GW di capacità Trainium, i chip proprietari di Amazon per l’addestramento dei modelli.

Non è più una gara a chi cresce più in fretta questo trimestre. È una gara a chi vincola la capacità computazionale del prossimo decennio. Un impegno decennale da oltre 100 miliardi trasforma AWS da fornitore a infrastruttura esistenziale per uno dei laboratori di intelligenza artificiale più avanzati al mondo. La cifra non compare nei ricavi trimestrali, non alimenta la metrica del 37%, ma getta un’ombra contrattuale lunghissima su tutti i confronti con Google Cloud e Azure. I rivali possono mostrare tassi di crescita più alti, ma non hanno siglato un accordo vincolante che assicuri volumi di questa scala per un decennio. Questa scommessa ha un prezzo: la concentrazione del rischio. E qui iniziano le domande che nessun bilancio risponde.

Cosa non misurano gli earnings

Il bilancio di Amazon racconta una storia solida. Le vendite nette complessive sono cresciute del 20% a 200,6 miliardi di dollari nel secondo trimestre, il reddito operativo ha toccato i 27,5 miliardi, in aumento del 43%, e l’utile netto è salito a 62,6 miliardi, ovvero 5,75 dollari per azione diluita. Il flusso di cassa operativo su base trailing twelve months ha raggiunto 161,4 miliardi, in crescita del 33%. Numeri che farebbero impallidire qualsiasi avversario. Ma nessuno di questi numeri sconta il rischio di concentrazione che emerge dall’accordo con Anthropic. Cosa succede se Anthropic dovesse rallentare, perdere rilevanza tecnologica o ridimensionare i propri impegni di spesa? Quanto della crescita futura di AWS è già ipotecata su un unico cliente, per quanto strategicamente fondamentale?

Non è una domanda retorica. È un buco nella reportistica finanziaria che nessun multiplo di mercato cattura. I margini operativi del 36,8% fotografano il presente con precisione chirurgica, ma non misurano la fragilità potenziale di un portafoglio clienti che si sta concentrando attorno a una scommessa trentennale. La crescita percentuale di Google Cloud appare fragorosa, ma è crescita su una base che non ha lo stesso livello di commitment infrastrutturale vincolato. AWS, al contrario, ha scambiato un po’ di velocità percepita con una profondità contrattuale che potrebbe rivelarsi molto più difficile da replicare. Nel cloud, la gara non è solo correre più veloci, ma costruire autostrade esclusive. Il rischio è che il conto si paghi tutto in una volta.