La nuova CEO di IAS ha guidato Bumble
Secondo Cloudflare e Human Security, i bot generano oltre il 50% del traffico internet, mettendo in crisi la pubblicità digitale.
Il test con l’agente che ha speso 750 dollari per tre torte mostra il nuovo confine del traffico pubblicitario
Hai presente quando Meta rilascia un aggiornamento dell’algoritmo, tu non tocchi nulla e il CPA sale del 20% in una settimana? Non hai sbagliato targeting: hai smesso di capire chi sta davvero guardando gli annunci.
Il traffico è già per metà bot, e non stiamo parlando solo di frode
A inizio 2026, il dato è ufficiale e non lascia margini di interpretazione. Secondo i dati di Cloudflare, i bot generano più della metà di tutte le richieste internet. Stu Solomon, CEO di Human, ha scelto parole precise: “Siamo a un punto di svolta unico nella storia in cui più del 50% del traffico su internet è basato su macchine”. Non un trend. Lo stato attuale.
Il report di Human Security aggiunge un dettaglio che dovrebbe far scattare un allarme in ogni dashboard: nel 2024 il traffico automatizzato è cresciuto otto volte più velocemente di quello umano. E nel frattempo, la suite Advantage+ di Meta spinge le inserzioni in tempo reale ottimizzando su un segnale sempre più ibrido. La strategia di marketing auto-pilot di Meta, descritta da Stella Cheung come un sistema che “funziona come un pilota automatico”, distribuisce budget a impressioni che il buyer non può più ispezionare manualmente.
“Siamo a un punto di svolta unico nella storia in cui più del 50% del traffico su internet è basato su macchine.”
Un agente ha comprato tre torte di compleanno. E ha pagato 750 dollari
Il test interno descritto dal CEO di Human toglie ogni dubbio su cosa significhi “agente AI che consuma pubblicità”. Un agente ha ricevuto l’istruzione di acquistare una torta di compleanno da un sito di panetteria. Ha comprato tre torte, restituendo una fattura da 750 dollari. Non è un caso limite: è il comportamento di un sistema che prende decisioni reali in un ecosistema pubblicitario progettato per umani. Come riporta il test d’acquisto con agente AI, il confine tra traffico valido e non valido si sposta dal clic all’intenzione di acquisto delegata.
Non tutti rispondono allo stesso modo. L’approccio di Reddit è indicativo: identificazione e contenimento del traffico agentico, non blocco indiscriminato. L’idea che un domani il traffico valido includa agenti legittimi non è più speculazione da panel: i dati IAB sulle campagne autonome mostrano che fino a due terzi degli acquirenti media statunitensi stanno già esplorando investimenti in esecuzione automatica delle campagne. E come ha sostenuto Benedict, il framework delle due audience obbliga a pianificare per umani e agenti come segmenti separati, con strategie distinte.
IAS mette gli assistenti AI sotto verifica. È un problema di allocazione budget
Il 6 luglio 2026 la nuova CEO di IAS, Lidiane Jones, ha preso il posto di Lisa Utzschneider. Arriva da un percorso tra Bumble e Slack e le sue prime dichiarazioni non lasciano spazio a giri di parole: “La mia priorità è accelerare l’innovazione con l’AI emergente e il processo di acquisto e vendita di spazi media”. Tradotto per chi sta in operations: IAS sposterà la verifica dagli annunci serviti a umani agli annunci consumati da agenti AI. La prossima mossa, ha indicato Jones, sono gli assistenti AI come nuova frontiera di verifica.
Per chi pianifica, significa una cosa precisa. Domani mattina, quando controlli i placement su una campagna Performance Max o Advantage+, la domanda non sarà più solo “il dominio è brand safe?” ma “l’impression è stata consumata da un agente autorizzato o da un crawler malevolo?”. La verifica si sposta sulla autenticazione delle macchine.
E il budget allocato su inventory non verificata per agenti rischia di essere il nuovo “dark traffic” del 2027: centinaia di migliaia di impression contabilizzate senza la minima possibilità di attribuzione reale.