OpenAI ha aperto la pubblicità su ChatGPT a tutti
OpenAI ha aperto le iscrizioni all'Ads Manager self-service per acquistare annunci su ChatGPT, con CPC e misurazione attivi.
Il self-service per acquistare annunci su ChatGPT è già attivo, ma la piattaforma resta in fase beta
Hai già chiuso il media plan per la seconda metà dell’anno? Google, Meta, Amazon, forse TikTok. Poi arriva OpenAI e, lo scorso maggio, ha aperto le iscrizioni a un Ads Manager self-service per acquistare annunci su ChatGPT. Il costo per click (CPC) è già attivo, la misurazione con pixel e Conversions API è stata attivata da poche settimane. Tu come lo inserisci nel budget di H2?
Il self-service è live: cosa cambia per l’operatività
Fino a pochi mesi fa, per fare pubblicità su ChatGPT l’unica strada era passare attraverso partnership dirette con OpenAI o attraverso partner tecnologici come Criteo, Kargo, Pacvue e StackAdapt. Un modello che funzionava per i grandi budget, ma lasciava fuori la stragrande maggioranza degli inserzionisti. Ora il self-service cambia le regole: qualsiasi advertiser può registrarsi direttamente, impostare un budget e scegliere il bidding CPC, allineando la spesa alle azioni concrete degli utenti dopo aver visto l’annuncio. OpenAI ha ampliato l’ecosistema anche con Adobe, Criteo e gli altri partner già citati, ma la novità rilevante è che il controllo torna in mano al marketer: niente più intermediazione obbligata, niente attese per attivare una campagna.
La domanda che ogni performance marketer dovrebbe porsi, però, è un’altra: quanto vale un click su ChatGPT rispetto a un click su Google o su Instagram? Il self-service c’è, il CPC si imposta, ma la piattaforma è in beta. L’infrastruttura operativa è appena sufficiente per iniziare a testare, non per sostituire canali consolidati. OpenAI ha costruito il programma pubblicitario in tre fasi — prima partnership dirette con un gruppo ristretto di inserzionisti, poi espansione tramite partner, ora il self-service beta — ma siamo ancora nella fase in cui chi testa costruisce i dati, non li eredita.
Misurare il valore: il vero nodo è il tracking
Il self-service è solo l’inizio. Il vero banco di prova è la misurazione. Senza un sistema solido, “testare ChatGPT Ads” resta un esercizio di branding, non di performance. OpenAI lo sa, e per questo ha lanciato la Conversions API e un tracciamento basato su pixel: in teoria, oggi è possibile tracciare acquisti, lead, iscrizioni e altre azioni significative a partire da un clic sull’annuncio. In pratica, per chi arriva da Google Ads o da Meta Ads, il confronto è impietoso. Quelle piattaforme hanno anni di dati, modelli di attribuzione raffinati, integrazioni profonde con strumenti di terze parti e un’ottimizzazione algoritmica che ChatGPT Ads non può ancora eguagliare.
La domanda vera è: il CPA (costo per acquisizione) sarà competitivo? OpenAI non ha pubblicato benchmark. I primi tester dovranno costruirsi i dati da soli, campagna dopo campagna. E qui si innesta un tema strategico: chi inizia ora accumula dati proprietari prima che la piattaforma diventi affollata e i CPC inizino a salire. Il vantaggio competitivo non sta nella performance attuale — che è tutta da verificare — ma nella curva di apprendimento. Lo scorso gennaio OpenAI ha pubblicato i suoi cinque principi pubblicitari, poi esplicitamente richiamati nell’annuncio di maggio come fondamento della piattaforma ampliata. Un segnale che l’azienda vuole costruire un ecosistema pubblicitario sostenibile, ma che al momento non sostituisce la mancanza di dati storici e di modelli di attribuzione rodati.
La risposta non è ancora chiara, ma chi inizia a testare avrà un vantaggio. Per le agenzie e i team internal che gestiscono budget consistenti, la domanda non è se ChatGPT Ads diventerà un canale maturo, ma quando. E la timeline dipende da quanti inserzionisti inizieranno a mandare segnali di conversione alla piattaforma nelle prossime settimane.
Cosa fare domani mattina
Allora, come muoversi? La raccomandazione pratica è semplice: prendi una piccola parte del budget di test — non più del 5-10% di quello che destineresti a un canale secondario — e attiva una campagna su ChatGPT Ads. Non aspettare che la piattaforma sia “pronta”: i dati che raccoglierai ora saranno gli unici che avrai quando arriveranno i competitor. Configura subito il pixel e la Conversions API per tracciare tutto, anche se i volumi sono bassi. E tieni d’occhio l’inventory: a gennaio OpenAI ha annunciato l’intenzione di testare annunci negli Stati Uniti per gli utenti dei tier gratuito e Go di ChatGPT, mentre gli abbonati Plus, Pro, Business ed Enterprise non vedranno annunci. Questo significa che l’offerta di spazi è ancora limitata e concentrata su utenti non paganti, un pubblico che potrebbe avere un intento diverso rispetto a chi già paga per il servizio.
Non serve stravolgere il piano media di H2. Ma serve un minimo investimento — in tempo e in budget — per capire se ChatGPT Ads diventerà un canale complementare o uno specchietto per le allodole. La risposta non è ancora scritta, ma chi inizia a testare ora si costruisce un vantaggio informativo che tra sei mesi sarà molto più costoso da ottenere.