OpenAI ha deciso di fare pubblicità

OpenAI cerca ingegneri iOS per costruire annunci nativi su ChatGPT, segnando l'ingresso nel business pubblicitario per colmare un buco da 9 miliardi.

OpenAI ha deciso di fare pubblicità

OpenAI cerca un ingegnere per costruire formati pubblicitari nativi su iOS

Chi gestisce campagne a performance sa riconoscere un trend quando lo vede nei dati. Il traffico di referral da ChatGPT verso i siti dei brand è in crescita da mesi, silenzioso ma misurabile. E ora c’è un elemento concreto che trasforma quel traffico organico nel prossimo canale a pagamento: l’annuncio di lavoro per un ingegnere iOS nel team Ad Formats di OpenAI è la dichiarazione ufficiale di un business pubblicitario in costruzione.

Un buco da 9 miliardi

Basta guardare i numeri per capire perché questa mossa era inevitabile. Secondo i dati finanziari di OpenAI, nel 2025 l’azienda ha generato un fatturato di 13,1 miliardi di dollari. Una cifra impressionante per un’organizzazione nata nel 2015 in Delaware con uno statuto non profit. Ma il dato che pesa davvero è un altro: sempre nel 2025, la perdita netta stimata è stata di 9 miliardi di dollari.

Con un rosso di queste proporzioni e oltre 13 miliardi investiti da Microsoft, la sterzata verso la pubblicità non è un’opzione strategica tra tante: è l’unica strada percorribile per chiudere il gap tra costi di infrastruttura e ricavi. Il costo computazionale dell’inferenza su larga scala non si ripaga con i soli abbonamenti premium. Servono inserzioni. E servono in fretta.

Il team Ads e la fine dell’innocenza

Ed ecco come si concretizza la svolta. L’offerta di lavoro pubblicata da OpenAI cerca un ingegnere iOS che “aiuti a costruire le esperienze native e i sistemi lato client che governano il modo in cui gli annunci vengono strutturati, renderizzati e distribuiti nell’ecosistema pubblicitario di OpenAI”. La retribuzione è compresa tra 230.000 e 385.000 dollari più equity, e il ruolo è esclusivamente basato nella sede centrale di San Francisco.

Non si tratta di un esperimento isolato. La posizione è inserita all’interno del team Monetization, un nuovo gruppo interfunzionale che riunisce ingegneria, prodotto, ricerca e design con l’obiettivo dichiarato di sviluppare “prodotti di monetizzazione incentrati sull’utente e rispettosi della privacy, incluse esperienze pubblicitarie di nuova generazione”. Tra i formati menzionati nell’annuncio compaiono testo, immagine, video, annunci nativi, conversazionali e interattivi.

La distanza tra la missione fondativa e questa realtà commerciale è netta. OpenAI nasce come laboratorio di ricerca no-profit sull’intelligenza artificiale. Oggi costruisce un ecosistema pubblicitario integrato nell’interfaccia di ChatGPT, con l’intenzione di “integrare con attenzione gli annunci nell’esperienza principale di ChatGPT”. Per chi pianifica campagne, il messaggio è chiaro: la pubblicità conversazionale sta per diventare un canale acquistabile, non più solo una curiosità da whitepaper.

I formati in sviluppo meritano attenzione tecnica. Gli annunci conversazionali e interattivi su iOS rappresentano un territorio ancora privo di best practice consolidate. Non esistono benchmark di CTR per un annuncio nativo all’interno di una risposta generata da un LLM. Non sappiamo come l’utente reagirà a un’inserzione che appare nel flusso di una conversazione che percepisce come personale. Ma sappiamo che chi arriva prima costruisce il vantaggio sui dati.

La vera domanda per chi alloca budget oggi non è se questo canale esisterà. È quanto rapidamente cambierà le regole del gioco per chi vende prodotti a marginalità compressa e CPA stringenti. Se il tuo target conversa già con ChatGPT per confrontare prodotti o chiedere consigli d’acquisto, pagare per apparire in quella conversazione è solo questione di tempo.

Cosa fare domattina

Allora, cosa cambia per chi alloca budget? La risposta operativa è più semplice di quanto sembri.

Primo: inizia a mappare le conversazioni in cui il tuo brand potrebbe comparire. Non keyword, ma domande reali che i tuoi clienti farebbero a un assistente AI durante il processo d’acquisto. Secondo: tieni traccia del traffico di referral da ChatGPT nelle tue analytics, se non lo stai già facendo — quei numeri sono il tuo benchmark pre-lancio. Terzo: preparati a una nuova categoria di spesa pubblicitaria che non assomiglia né al search né al social, ma prende elementi da entrambi e li fonde in un formato nativo conversazionale.

L’implicazione operativa è chiara: ignorare questa evoluzione significa regalare terreno a chi arriva prima. Inizia a identificare i punti di contatto conversazionali dove il tuo brand può aggiungere valore. I formati pubblicitari arriveranno prima di quanto pensi.