Le multe per i post politici senza etichetta arrivano a 5.000 dollari

La California introduce multe fino a 5.000 dollari per post politici a pagamento senza etichetta, mentre la FTC non obbliga alla trasparenza, lasciando spazio a disinformazione.

Le multe per i post politici senza etichetta arrivano a 5.000 dollari

La California minaccia multe fino a 5.000 dollari ai creator che non dichiarano i post politici a pagamento

Stai pianificando una campagna per un candidato e scorri TikTok: un video di maggio afferma che l’affitto medio a Green Bay supera i 4.000 dollari. I dati Zillow di luglio dicono un quarto. Quel video circola ancora. E nessuno sa chi l’ha pagato. Nel report pubblicato ieri, Wisconsin Watch ha smontato i numeri virali del canale @lifewithjacob1, mostrando cosa succede quando i post politici a pagamento restano senza etichetta.

I numeri impossibili di Green Bay

A maggio, il canale @lifewithjacob1 ha pubblicato un video in cui l’affitto medio a Green Bay viene indicato sopra i 4.000 dollari. Secondo i dati di luglio di Zillow, l’affitto medio reale è un quarto di quella cifra. Nello stesso mese, Connor Printz ha sostenuto che la benzina a Green Bay ha sfiorato i 7 dollari al gallone; la guerra in Iran ha spinto i prezzi, ma i valori reali alla pompa hanno raggiunto un picco di circa 4,50 dollari al gallone nella primavera 2026.

A giugno, in un altro video, Printz ha affermato che le rette universitarie del Wisconsin costano 70.000 dollari all’anno. Stando ai dati CollegeBoard, le università pubbliche del Wisconsin hanno addebitato in media 10.600 dollari agli studenti in-state nel 2025. Tre affermazioni, tre ordini di grandezza diversi dalla realtà. Ma chi ha pagato quel video? Qui si apre il vero problema.

Pagato, non dichiarato: il buco normativo

La domanda lasciata aperta — chi paga — porta al quadro normativo. La Federal Trade Commission (FTC), l’autorità che vigila sulle pratiche commerciali, richiede ai creator di dichiarare le sponsorizzazioni commerciali. Ma le regole della Federal Election Commission (FEC) non obbligano i creatori a dichiarare se un gruppo politico li paga per postare. È la lacuna normativa federale che lascia i contenuti politici in una zona grigia: un video può sembrare un’opinione spontanea e invece essere pagato, senza alcun obbligo di etichetta.

Il formato è già noto. Già nel luglio 2024, Sade, madre di tre figli del Michigan, pubblicava su Instagram e TikTok un video in cui raccontava che benzina, affitto e generi alimentari erano troppo cari e i salari non tenevano il passo. Il contenuto si presenta come un post organico, senza indicazione su eventuali pagamenti alle spalle. Quest’anno il problema si amplifica: quello del 2026 è il primo ciclo elettorale in cui i partiti pagano gli influencer come parte della strategia di comunicazione politica. Caleb Brock lo definisce la prima elezione «we are paying influencers». Con più denaro in circolazione e nessun obbligo federale di disclosure, il rischio di numeri falsi che viaggiano senza tracciabilità è già dentro le campagne.

La mossa California: 5.000 dollari a post

Se la regola federale non c’è, qualcuno interviene a livello statale. Lo scorso 9 agosto, la California — che insieme al Texas è uno dei due soli stati con requisiti di divulgazione per i post politici a pagamento — ha fatto sapere di stare valutando multe fino a 5.000 dollari per ogni violazione. Lo stato già richiede l’etichetta sui post politici pagati; ora sta costruendo il meccanismo sanzionatorio.

Per chi gestisce campagne, il messaggio operativo è semplice: la multa non è più un’ipotesi remota. Significa inserire la disclosure nel brief dei creator, verificare le affermazioni economiche prima della pubblicazione e aggiungere la sanzione come voce di rischio nel budget. Quanto costa un post senza etichetta? In California, presto fino a 5.000 dollari a contenuto. Il costo dell’opacità non sarà più zero: chi pianifica campagne con influencer deve integrare disclosure e verifica dei dati prima che la multa diventi una voce di budget.