Microsoft ha smesso di giocare in difesa
Microsoft annuncia cross-account portfolio bidding e nuovo Import Center per ridurre il cambio di contesto nella gestione multi-account.
Microsoft centralizza la gestione delle offerte e delle importazioni tra account pubblicitari multipli
Se gestisci più account Microsoft Advertising, conosci il rituale: passare da un profilo all’altro per allineare le offerte, controllare i budget e importare campagne da Google. Ieri, con l’annuncio ufficiale di Microsoft, l’azienda ha svelato due funzionalità pensate per ridurre drasticamente questo sovraccarico operativo: il cross-account portfolio bidding e il nuovo Import Center. Per chi ottimizza campagne search e shopping su larga scala, è un cambiamento concreto nel flusso di lavoro quotidiano.
La fine del cambio di contesto
Microsoft ha dichiarato guerra al “context-switching” già lo scorso aprile, durante il Spring Summit, dove ha introdotto un’esperienza semplificata per la piattaforma. “Essere un digital marketer significa un continuo cambio di contesto: saltare tra schermate, inseguire metriche e ricomporre un quadro che dovrebbe essere immediato”, aveva dichiarato l’azienda. Con l’annuncio di ieri, Microsoft trasforma quella diagnosi in una soluzione operativa. Il problema era duplice: da un lato, chi gestiva più account era costretto a impostare strategie di bidding separatamente per ciascuno, perdendo l’ottimizzazione cross-account; dall’altro, importare campagne da Google Ads, Facebook o Pinterest richiedeva passaggi dispersivi e una gestione degli errori farraginosa. Il cross-account portfolio bidding e il nuovo Import Center rispondono esattamente a queste due esigenze, centralizzando ciò che prima era frammentato.
Come funziona (e cosa cambia nella gestione quotidiana)
Cross-account portfolio bidding. La novità più rilevante è che ora puoi gestire strategie di offerta portfolio su campagne Search e Shopping appartenenti a più account. In pratica, invece di ottimizzare il CPA o il ROAS separatamente per ogni account — magari segmentati per paese, linea di prodotto o agency — puoi raggrupparli sotto un’unica strategia di bidding. Microsoft gestisce le offerte in modo centralizzato, spostando il budget dove il rendimento è migliore, senza che tu debba intervenire manualmente su ogni singolo account. Come ha spiegato l’azienda: “siamo entusiasti di annunciare che cross-account portfolio bidding è ora disponibile, permettendoti di gestire queste strategie su campagne in più account”. L’impatto è diretto: meno tempo speso ad allineare impostazioni e più efficienza nell’allocazione del budget.
Nuovo Import Center. Se importi campagne da Google Ads, sai quanto possa essere frustrante gestire errori di importazione o dover ripetere procedure su più account. Il nuovo Import Center unifica l’importazione da Google Ads, Facebook (Meta) e Pinterest — come elencato in gli strumenti di importazione di Microsoft — e introduce due miglioramenti operativi significativi. Il primo: dopo ogni importazione, la piattaforma mostra suggerimenti personalizzati per migliorare le performance, eliminando la necessità di scavare manualmente tra le impostazioni per capire cosa ottimizzare. Il secondo: in caso di errore, il sistema indica esattamente cosa è andato storto e fornisce azioni dettagliate per risolverlo, con una vista semplificata. “Quando qualcosa non viene importato correttamente, vedrai esattamente l’errore e riceverai azioni passo-passo per risolverlo”, ha specificato Microsoft.
Custom columns e Performance Max. A completare il quadro operativo, Microsoft ha aggiornato le custom columns, che ora supportano tutte le metriche di conversione, inclusa la segmentazione per nome dell’obiettivo. Un dettaglio non banale per chi lavora con obiettivi multipli: puoi confrontare il rendimento delle campagne non solo sul CPA medio, ma su ogni singolo goal configurato, individuando più rapidamente dove il budget viene sprecato. Sul fronte Performance Max, Microsoft continua a investire. Già a gennaio 2026, come riportato in gli aggiornamenti di gennaio alle Performance Max, l’azienda aveva raddoppiato il limite dei temi di ricerca (portandolo a 50) e migliorato l’importazione dei gruppi di asset: se alcune immagini non rispettano i requisiti, il resto del gruppo di asset viene comunque importato, riducendo gli errori bloccanti che costringevano a ricominciare da capo.
Cosa fare domattina
Se gestisci campagne su Microsoft Advertising, hai già tre leve da attivare questa settimana. Primo: testa il cross-account portfolio bidding su un gruppo di account Search o Shopping che condividono lo stesso obiettivo di business — vedrai l’ottimizzazione centralizzata ridurre il lavoro di allineamento manuale. Secondo: sfrutta il nuovo Import Center per importare campagne non solo da Google Ads, ma anche da Facebook e Pinterest, approfittando dei suggerimenti post-importazione per migliorare le performance senza perdere tempo nelle impostazioni. Terzo: controlla le custom columns aggiornate e inizia a segmentare le conversioni per nome dell’obiettivo per trovare eventuali sprechi a livello di goal. Microsoft Advertising ha smesso di giocare in difesa. Per chi gestisce campagne cross-platform, il messaggio è chiaro: è il momento di testare queste leve, prima che lo facciano i competitor.