Google ha mandato una notifica errata prima del Ringraziamento

Google invia erroneamente email di sospensione prima del Ringraziamento, annuncia policy video più rigide e forza l'automazione con AI Max.

Google ha mandato una notifica errata prima del Ringraziamento

Un errore tecnico ha inviato notifiche di sospensione a pochi giorni dal Ringraziamento

Se gestisci campagne Google Ads, sai già che il lunedì mattina può riservare sorprese. Ma ricevere una notifica di sospensione errata poche ore prima del Ringraziamento è più di un bug: è il sintomo di un rapporto sempre più fragile tra la piattaforma e chi ci investe budget.

Un’email da dimenticare

Il 27 novembre 2023, alcuni inserzionisti hanno ricevuto un’email di sospensione errata, inviata poche ore prima del Ringraziamento. Google ha confermato l’errore e il problema tecnico è stato identificato da Ginny Marvin su X, che ha dichiarato: “Abbiamo identificato un problema tecnico che ha erroneamente inviato questa notifica. Ignorate il messaggio. Ci scusiamo!”. L’errore era stato segnalato per la prima volta dall’esperto PPC Kirk Williams, che ha scritto: “Stiamo ricevendo clienti in panico… Qualcun altro ha ricevuto queste?”. Kirk Williams ha anche commentato: “Cosa passa per la mente di chi invia una mail del genere ore prima del Thanksgiving?”. Un episodio che da solo dice molto sulla cura dei dettagli.

Il giro di vite sulle video policy

Parallelamente, Google ha annunciato un aggiornamento delle policy per publisher video che entrerà in vigore il 1° aprile 2024. La revisione impatterà tutto l’inventario video e tutto l’inventario monetizzato con codice Google. L’iniziativa mira a semplificare le policy e allinearle agli standard IAB OpenRTB.

Un portavoce di Google ha dichiarato: “Stiamo aggiornando le nostre policy per allinearci ai nuovi standard IAB su audio e posizionamento video” e ha aggiunto di aver precedentemente condiviso con i partner l’intenzione. Le nuove regole includono: solo un video con audio può andare in autoplay alla volta (aggiornamento delle policy per publisher video); per i placement In-stream, un solo player può autoplay quando visibile (aggiornamento delle policy per publisher video); l’annuncio non può avviarsi prima di essere visibile al 50% (aggiornamento delle policy per publisher video); i video sticky devono avere un pulsante di chiusura per tutta la durata (aggiornamento delle policy per publisher video); i placement In-stream devono iniziare nel contenuto principale e diventare sticky solo dopo scroll (aggiornamento delle policy per publisher video).

Automazione forzata con AI Max

Sul fronte search, prosegue la migrazione forzata ad AI Max, la soluzione lanciata ad aprile 2025 per le campagne Search. AI Max introduce l’espansione URL finale, dove Google AI decide la migliore destinazione per ogni query, e i text disclaimers obbligatori per garantire la trasparenza. Peccato che l’automazione toglie all’inserzionista il controllo su quale pagina di atterraggio mostrare. Se l’AI sbaglia, il CPA può schizzare senza che tu possa intervenire. Le nuove funzionalità promettono performance migliori, ma il trade-off è chiaro: meno visibilità e più delega a un algoritmo opaco. Per chi deve rispettare target di ROAS rigidi, questa è una scommessa rischiosa.

Tra errori grossolani, policy sempre più dettagliate e automazione imposta, la fiducia degli inserzionisti si erode. Domani mattina, quando pianifichi il budget, chiediti: quanto controllo sei disposto a cedere? E quanto puoi permetterti di delegare a un sistema che, a volte, neanche ti avvisa correttamente di una sospensione?