Jenny Wall passa a Swayable per lasciare i panel

Jenny Wall passa a Swayable come chief growth officer: la misurazione TV si sposta verso ID graph e causalità AI, mentre Nielsen controlla il 90% del mercato.

Jenny Wall passa a Swayable per lasciare i panel

Con 50 milioni dai clienti, l’azienda punta su AI e clean room mentre Nielsen domina il mercato.

Alcune carriere funzionano come sismografi. Jenny Wall è stata in HBO quando il cavo era ancora nuovo, in Netflix e Hulu quando lo streaming TV era agli inizi, e per gli ultimi tre anni in VideoAmp, una delle società che cercano di sfidare gli standard della misurazione televisiva. La scorsa settimana, come riportato da AdExchanger, ha assunto un nuovo ruolo come chief growth officer di Swayable, azienda di ottimizzazione creativa e ricerca che combina algoritmi basati sull’AI e panel di consumatori guidati da persone per testare l’efficacia pubblicitaria. Il motivo dichiarato non è una poltrona: «Con le clean room è possibile creare un ID graph che collega i media agli outcome, e credo sia il cambiamento più grande degli ultimi tre anni», ha spiegato Wall.

La nomina non arriva da sola. Swayable ha assunto di recente Brian Lawrence come chief revenue officer, una scelta che Wall descrive come la costruzione di un “three-legged stool” — uno sgabello a tre gambe — di successo: lei come brand marketing lead, Lawrence come CRO e il CEO James Slezak come research lead. È una struttura pensata per la fase commerciale, con tre ruoli distinti su marketing, vendite e ricerca.

Una veterana nei punti di flesso

Il curriculum di Wall è una mappa dei punti di flesso dell’industria televisiva. In HBO quando il cavo era ancora nuovo, in Netflix e Hulu quando lo streaming era nascente, in VideoAmp quando la misurazione TV cercava un dopo-Nielsen. Ora il passaggio a Swayable segnala dove, secondo Wall, si sta spostando il valore: dalla currency basata sui panel alla causalità AI e all’ID graph dentro le clean room. Le clean room sono ambienti in cui i dati di prima parte vengono confrontati senza esporre gli identificatori individuali; Wall sostiene che proprio lì sia possibile costruire un grafo identitario che collega i media agli outcome — il collegamento che manca alle valute costruite sui panel demoscopici.

Se il cambiamento più grande degli ultimi tre anni è l’ID graph nelle clean room, la domanda diventa: cosa offre la piattaforma che Wall ha scelto? Perché una dirigente con questo percorso arriva ora in un’azienda di ottimizzazione creativa e ricerca?

Il motore dei 50 milioni finanziati dai clienti

Swayable si presenta come piattaforma di AI causale utilizzata dai principali brand per prevedere l’impatto creativo prima del lancio delle campagne. In termini di ricavi, ha superato i 20 milioni di dollari di ARR — ricavi ricorrenti annuali. E ha realizzato oltre 50 milioni di dollari di investimenti nella costruzione della sua piattaforma AI-native a partire dal 2023, finanziati esclusivamente dai ricavi dei clienti.

Questo dettaglio è il motore della storia. Non si tratta di un’azienda che brucia capitale di venture: cinquanta milioni di investimenti coperti esclusivamente dai ricavi dei clienti indicano che una parte della domanda sta già pagando per la causalità AI. I potenziali guadagnatori dello spostamento sono i brand, che possono collegare l’esposizione agli outcome senza passare dai panel; i potenziali perdenti sono le valute costruite sui panel, che rischiano di vedere il valore della misurazione migrare verso chi possiede l’ID graph dentro le clean room. Va detto con onestà: non c’è alcuna prova che i panel siano in uscita. Ma il modello autofinanziato di Swayable mostra che una parte del mercato si sta già muovendo.

Resta il fatto che, se questa è la nuova macchina del valore, il mercato della misurazione è ancora incastrato in una struttura che non si è mossa.

Due televisioni e un 90% che non molla

Il campo di battaglia, intanto, resta diviso. I marketer trattano la CTV — connected TV — e la TV nazionale in modo opposto. Per la CTV, il 32% dei marketer prevede di mantenere gli attuali livelli di spesa pubblicitaria, mentre solo il 10% pianifica di ridurla. Per la TV nazionale il quadro è diverso: più della metà dichiara di voler mantenere i livelli, ma il 29% pianifica di ridurre gli investimenti. Il divario è netto: la CTV viene percepita come spazio di mantenimento o crescita, la TV nazionale come area di contrazione.

E la moneta? Nielsen controlla ancora circa il 90% del mercato delle valute di misurazione televisiva. VideoAmp — l’azienda da cui Wall arriva, ricordata da AdExchanger come una di quelle che provano a sfidare gli standard della misurazione TV — resta in campo, ma il 90% di Nielsen indica che la sfida, per ora, non ha spostato la struttura. I budget si muovono verso la CTV, la moneta resta incollata ai panel.

Il passaggio di Wall non è una risposta, è un sintomo. La misurazione TV si sta muovendo, ma Nielsen tiene ancora il 90% del mercato delle valute e i budget si dividono tra due televisioni. La domanda non è chi vince tra panel e causalità, ma se un ID graph nelle clean room può diventare la valuta di un mercato che per ora resta bloccato.