Kroger ha portato gli annunci dentro il suo assistente AI

Kroger ha esteso i Product Listing Ads all'assistente AI, trasformandolo in inventario media. I dati vanno separati dalla search tradizionale.

L’estensione dei Product Listing Ads al nuovo assistente conversazionale trasforma le risposte generate dall’AI in inventario media, con report separati

Apri il report builder di KPM e vedi una nuova riga: “Shopping Assistant PLA”. Non è un test, non è una beta chiusa. Da ieri, Kroger Precision Marketing ha esteso i Product Listing Ads anche ai posizionamenti all’interno dell’AI Shopping Assistant, portando le inserzioni sponsorizzate in un ambiente che non assomiglia per niente alla vecchia barra di ricerca. I tuoi annunci sono entrati nell’assistente AI di Kroger, e ora la priorità è capire se stanno performando o solo comparendo.

Un nuovo scaffale (conversazionale)

L’AI Shopping Assistant su cui atterrano i PLA non è una novità assoluta: Kroger lo ha lanciato la scorsa settimana, il 28 luglio, su tutti i siti web e le app della Kroger Family of Companies. È costruito sulla piattaforma agentica Gemini di Google Cloud. Ma da ieri, con l’estensione ufficiale dei Product Listing Ads, quell’assistente smette di essere solo uno strumento per i consumatori e diventa un inventario media a tutti gli effetti.

Gli annunci che compaiono nelle risposte dell’assistente provengono dalle campagne Search & Browse PLA già attive. Nessuna configurazione aggiuntiva: è il sistema a determinare quando un prodotto è pertinente e a mostrare il posizionamento sponsorizzato, sempre chiaramente identificato come tale. “Con l’evoluzione dell’ecommerce oltre la barra di ricerca, le soluzioni di KPM evolvono insieme a esso”, ha dichiarato Nick Hamilton, Senior VP di Kroger Precision Marketing. “Questo lancio offre agli inserzionisti un altro modo per essere scoperti nei momenti esatti in cui gli shopper pianificano i pasti e costruiscono i loro carrelli”. La vera domanda, però, è un’altra: come misuri queste impression generate da un dialogo, non da una query?

Report separati, strategie separate

KPM ha risposto in modo pragmatico: i dati non si mescolano. Il report builder della piattaforma permette già di analizzare le performance degli Shopping Assistant PLA separatamente dalle altre inventory Search & Browse. È il primo mattone per evitare che il nuovo inventario venga ottimizzato a casaccio dentro campagne pensate per la search tradizionale.

Il problema non è tecnico, è di attribuzione del valore. In un’interfaccia conversazionale il meccanismo che fa scattare l’impression non è più il match su keyword, ma la pertinenza contestuale determinata dall’AI. Secondo quanto riportato dal Path to Purchase Institute, il contenuto sponsorizzato viene mostrato quando il sistema — basato su Gemini — valuta che un prodotto sia rilevante per la richiesta dell’utente. Questo significa che un’impression nell’assistente AI porta con sé un segnale di contesto che nella SERP classica non esiste: è già qualificata a monte. Ma è anche un’impression che rischia di essere confrontata alla cieca con i KPIs della search se non la isoli.

Trattare i PLA conversazionali come un canale a sé — con budget separati, obiettivi di ROAS (Return on Ad Spend) rivisti in fase di test, e un’analisi dedicata della quota impressioni — è l’unico modo per evitare di sprecare budget in un posizionamento che funziona con logiche completamente diverse. E mentre Kroger mette a punto il suo assistente, Walmart e Amazon stanno già correndo.

La gara è aperta

Non è una coincidenza: lo scorso gennaio Walmart Connect ha annunciato la sua strategia per un retail media potenziato dall’AI, e sta già testando attivamente inserzioni pubblicitarie all’interno di Sparky, il suo agente di shopping basato sull’intelligenza artificiale. Amazon, dal canto suo, ha costruito un vantaggio difficile da ignorare: Rufus, l’assistente AI di Amazon, è stato utilizzato da oltre 250 milioni di clienti quest’anno, con un incremento medio mensile degli utenti del 149% e delle interazioni del 210%. E i clienti che lo usano durante lo shopping hanno una probabilità di acquisto superiore del 60%. La domanda non è se, ma quando i tuoi concorrenti inizieranno a investire seriamente nell’AI conversazionale.

Da domani, tratta i PLA nell’assistente AI di Kroger come un canale a parte: separa i dati, rivedi i messaggi e tieni d’occhio la quota impressioni. Non è più search. È dialogo.