OpenAI ha abbassato la soglia per fare pubblicità su ChatGPT
OpenAI ha rimosso la soglia minima di spesa per gli annunci su ChatGPT, introducendo il bidding CPC e strumenti di misurazione.
OpenAI ha rimosso la soglia minima di spesa e introdotto il costo per clic
Immagina: stai impostando una campagna su Meta e Google, e all’improvviso spunta un nuovo canale. Nessuna spesa minima, bidding a CPC, e un pubblico che non hai mai toccato. Quella piattaforma è ChatGPT, e da oggi è accessibile a tutti. La scorsa settimana, OpenAI ha lanciato un Ads Manager self-service in beta per inserzionisti negli Stati Uniti. L’azienda ha rimosso la soglia minima di spesa di 50.000 dollari che era richiesta per testare campagne, come riportato nel report di Axios. In pratica, qualsiasi advertiser può ora attivare una campagna senza dover impegnare un budget minimo, e può farlo con un modello di pagamento a costo per clic (CPC), oltre al tradizionale CPM.
Addio soglia minima, benvenuto CPC
Il cambiamento è concreto e operativo. Il 7 maggio, OpenAI ha annunciato l’aggiunta del bidding cost-per-click per gli annunci ChatGPT, permettendo agli inserzionisti di allineare la spesa alle azioni degli utenti dopo aver visto un annuncio. Nelle parole ufficiali: «Now, we’re adding cost-per-click (CPC) bidding so advertisers can align their spend more directly with the actions people take after seeing an ad». Fino a quel momento, durante la fase pilota, gli annunci erano disponibili solo su base costo per impressione. Con il CPC, chi gestisce campagne può ottimizzare verso conversioni reali – lead, iscrizioni, acquisti – esattamente come fa su Google Ads o Meta.
Parallelamente, OpenAI ha lanciato strumenti di misurazione basati su Conversions API e pixel. Questo significa che gli inserzionisti possono tracciare cosa accade dopo un click o un’interazione: una purchase, un sign-up, una lead. Per chi lavora con modelli di attribuzione avanzati, è un passo verso la trasparenza e l’ottimizzazione basata sui dati. Inoltre, OpenAI ha stretto collaborazioni con partner tecnologici come Adobe, Criteo, Kargo, Pacvue e StackAdapt, ampliando l’ecosistema di acquisto programmatico e di integrazione creativa.
Il contesto non è improvviso: già lo scorso febbraio OpenAI aveva iniziato a testare annunci in ChatGPT negli Stati Uniti, come documentato nel test pubblicitario di OpenAI. Allora si trattava di un esperimento limitato. Ora, con l’Ads Manager self-service, la rimozione della soglia minima e l’arrivo del CPC, la piattaforma è pronta per essere presa sul serio da qualsiasi team di performance marketing.
Claude e Gemini: due strategie opposte
Mentre OpenAI apre le porte agli advertiser, Anthropic ha scelto una strada diametralmente opposta. Claude rimarrà senza pubblicità, e le risposte del chatbot non saranno influenzate da inserzionisti, né includeranno placement di terze parti non richiesti. Lo ha dichiarato esplicitamente Anthropic in l’annuncio di Anthropic. Per i media buyer significa che, almeno per ora, non c’è un competitor diretto su quel fronte.
Dall’altra parte, Google ha fatto sapere ai propri clienti pubblicitari che introdurrà annunci nel suo chatbot AI Gemini, con un lancio previsto per il 2026, secondo un report di Adweek. I piani di Google sono ancora in fase di definizione, ma la direzione è chiara: i chatbot diventano un nuovo inventory pubblicitario. Due approcci diversi – uno no-ad, l’altro in arrivo – ma una tendenza evidente: l’advertising entra nelle conversazioni AI. La domanda per chi gestisce budget è: come allocare le risorse ora?
Il test che non puoi rimandare
Con la rimozione della soglia minima e l’introduzione del CPC, qualsiasi advertiser – dalle startup alle grandi aziende – può testare ChatGPT ads senza impegno economico iniziale. I numeri parlano chiaro: OpenAI prevede di generare 2,5 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie nel 2026, e 100 miliardi entro il 2030, secondo le previsioni di entrate pubblicate da Axios. Numeri ambiziosi, che indicano quanto l’azienda scommetta su questo canale.
Per chi gestisce campagne, il consiglio è pratico: non aspettare che la piattaforma diventi obbligatoria. Il vantaggio del first mover esiste. Testa subito con un budget contenuto, impara a ottimizzare su CPC e conversioni, e preparati a un nuovo flusso di budget. La possibilità di acquistare annunci su base costo per clic permette di allineare gli investimenti a un indicatore di performance diretto, riducendo lo spreco rispetto al CPM. Inoltre, la presenza di partner come Criteo e Adobe facilita l’integrazione nei flussi di lavoro esistenti.
L’unico errore è non avere una risposta pronta. La pubblicità su ChatGPT è viva, accessibile e misurabile. Mettila in agenda.