Disney+ ha superato il 25% di crescita in Europa

Disney+ ha registrato una crescita del 25% in EMEA, con aumento della visione e inventory CTV in espansione, offrendo CPM competitivi.

Disney+ ha superato il 25% di crescita in Europa

La piattaforma ha puntato su integrazioni aperte e misurazioni terze per attrarre gli inserzionisti

C’è un dato che probabilmente ti è sfuggito mentre ottimizzavi le tue campagne: la base abbonati di Disney+ in EMEA è cresciuta di oltre il 25% dall’inizio del 2025, e nello stesso periodo la visione media per abbonato al dettaglio ha segnato un incremento superiore al 10%. Numeri che raccontano una trasformazione in corso, e che rendono la piattaforma un canale che sta cambiando pelle nel panorama della paid media europea.

L’opzione con pubblicità era stata introdotta in EMEA già nel 2023, ma è nel 2025 che l’accelerazione è diventata tangibile. Chi gestisce budget programmatici sa bene che un incremento del 25% nella base utenti, accompagnato da un aumento del tempo speso sulla piattaforma, non è solo una metrica di vanity: significa più inventory disponibile, più dati comportamentali e, potenzialmente, costi per mille impressioni ancora competitivi prima che l’affollamento faccia salire i prezzi. Disney ha anche firmato per prima, tra i servizi SVOD, con BARB nel Regno Unito — un segnale chiaro per chi cerca misurazione terza e trasparenza nelle campagne CTV. Ma la domanda per chi pianifica campagne è: questa crescita è supportata da un’infrastruttura pubblicitaria pronta?

L’infrastruttura che non ti aspetti

E la risposta è sì: Disney ha costruito le fondamenta molto prima che molti se ne accorgessero. Il Real-Time Ad Exchange dell’azienda è operativo dal marzo 2021, e già allora l’obiettivo dichiarato era ambizioso: generare oltre il 50% delle entrate pubblicitarie tramite vendite programmatiche entro la fine del 2024. Un traguardo che ha guidato lo sviluppo di un accesso semplificato all’inventario streaming per gli advertiser, culminato con il lancio dell’offerta con pubblicità in Europa e Canada il 1° novembre 2023.

Netflix ha la sua tech, Disney ha il suo ecosistema: chi scegliere?

Netflix non è da meno: ha costruito e implementato la sua Netflix Ads Suite, una piattaforma tecnologica pubblicitaria first-party distribuita in tutti i 12 paesi in cui sono disponibili gli annunci. L’offerta programmatica è stata ampliata per includere Amazon, AJA, Google Display & Video 360, The Trade Desk e Yahoo DSP. Due giganti, due approcci che stanno convergendo verso lo stesso obiettivo — ma con differenze sostanziali sotto il cofano.

Netflix ha scelto la strada della piattaforma proprietaria: controllo end-to-end sull’ad serving, sulla misurazione e sui dati. Un approccio che può tradursi in performance solide per chi compra, ma anche in una minore trasparenza verso l’esterno e in una dipendenza maggiore dalla logica first-party. Disney, al contrario, ha puntato su un’integrazione aperta con i DSP e su misurazioni terze come BARB. Per un media buyer questo si traduce in due vantaggi concreti: la possibilità di applicare le stesse logiche di targeting e ottimizzazione usate sul resto del programmatic, e una reportingistica verificabile da entità indipendenti — un dettaglio che chi ha gestito campagne CTV sa quanto possa diventare dirimente quando si confrontano le performance tra canali.

Il punto non è quale piattaforma sia migliore in assoluto, ma quale risponda meglio alle esigenze di chi pianifica. Se il tuo stack è già integrato con The Trade Desk o DV360, attivare Disney+ aggiunge un tassello senza rivoluzionare il workflow. Se invece il controllo first-party e l’ottimizzazione algoritmica interna sono il tuo pane quotidiano, Netflix Ads Suite potrebbe offrirti leve che un’integrazione aperta non replica. Quello che conta, oggi, è il timing: l’inventory di Disney+ è ancora in fase di crescita, il che significa minore competizione nelle aste e CPM potenzialmente più bassi rispetto a canali CTV già saturi.

Chi fa paid media in EMEA oggi ha un’opportunità concreta: testare Disney+ in programmatic prima che diventi un canale affollato e costoso. Non serve ripensare l’intera strategia — basta inserirlo nel prossimo piano di test, allocare una quota di budget, misurare contro gli altri canali CTV e decidere con i dati in mano. La finestra per ottenere inventory di qualità a costi competitivi non resterà aperta a lungo.